napoletani scomparsi in messico
A sinistra i 3 napoletani scomparsi in Messico, a destra Josè Guadalupe Rodriguez Castillo

Due agenti della polizia municipale di Tecalitlan sono stati condannati per la scomparsa dei cittadini italiani Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino. Dei 3 napoletani non si hanno più tracce dalla fine di gennaio del 2018. Come riporta il Corriere della Sera nel processo era imputata anche un’altra poliziotta, che si è allontanata dal tribunale prima della fine dell’ultima udienza rendendosi irreperibile. Ora è ricercata ma in Messico la legge non prevede che siano emesse sentenze in contumacia. Quindi i giudici hanno dovuto stralciare la sua posizione. Quando verrà catturata, il tribunale si esprimerà anche nei suoi confronti.

PERCHE’ I POLIZIOTTI HANNO VENDUTO I RAPITI

Dopo l’arresto i poliziotti hanno confessato di aver ceduto i rapiti al boss del cartello di Jaslisco, Josè Guadalupe Rodriguez Castillo, detto el Quince o don Lupe. La ricompensa per ognuno dei napoletani si aggira ad una cifra pari a 43 euro. Si ipotizza che possa essersi trattato di una punizione per una truffa collegata proprio alla vendita dei generatori, ma non c’è nessuna certezza.

Restano quindi solo le responsabilità dei poliziotti, che in tribunale hanno provato a ritrattare le confessioni sostenendo che furono estorte con la forza. Ma i giudici non gli hanno creduto e tra pochi giorni si conoscerà anche l’entità della condanna. Gli agenti erano accusati di sparizione forzata per la quale sono previsti tra i quaranta e i sessant’anni di carcere.

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