Napoli. Mamme e insegnanti contro la chiusura: “La scuola non è un virus”

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La protesta davanti alla Regione Campania

Un no netto all’ordinanza di chiusura delle scuole per due settimane emanata dal governatore Vincenzo De Luca. In centinaia tra docenti delle scuole pubbliche di ogni grado, genitori, direttori di scuole paritarie, educatori delle varie associazioni e laboratori cittadini si ritrovano in mattinata dinanzi Palazzo Santa Lucia per mostrare il dissenso al provvedimento varato ieri dal presidente della giunta regionale. «Lo si ritiri subito, il problema non sono le scuole. Dignità» gridano. Ad organizzare, le reti Priorità alla Scuola e Scuola e Bambini nell’emergenza Coronavirus.

Il sit-in 

“La scuola non è il virus’’, lo slogan coniato per l’occasione. Mentre docenti e mamme manifestano, i bambini che sono con loro fanno dei disegni sui newjersey che delimita l’ingresso di Palazzo Santa Lucia.

«Da madre e da precaria della scuola sottolineo l’inefficienza della Regione Campania per il raggiungimento dell’obiettivo del diritto allo Studio, garantito anche dalla nostra Costituzione» afferma Flavia Brescia, insegnante di scuola media all’Istituto Comprensivo Statale Russo- Montale. «Non ci dimentichiamo – aggiunge – che quando c’erano le altre pandemie a Napoli, le scuole erano il presidio più sicuro dove portare i nostri figli. A maggior ragione lo è per questa pandemia da Coronavirus. Gli insegnanti e i dirigenti scolastici hanno fatto un grandissimo lavoro per poter consentire il rientro a scuola in sicurezza. È inammissibile che una Regione incapace negli anni di garantire un potenziamento del trasporto scolastico e di quello cittadino e anche della medicina territoriale chiuda le scuole. Le politiche Welfare sono fallimentare. E poi: i miei figli di 9 e 10 anni dove li lascio se devo andare ad arrangiarmi con qualche lavoretto?».

Valeria è tra le più coinvolte emotivamente, insieme ad altre mamme e docenti piangono a causa del nervosismo. «Noi adulti viviamo disagi economici e lavorativi – afferma – perchè prendersela con i bambini che erano finalmente tornati alla loro vita».

IL VIDEO

«Sono stati bravissimi nel rispettare le regole, molto più bravi dei nostri governanti – aggiunge – Perchè non pensare a fare maggiori controlli fuori dalle scuole?». Delusa è anche Ananda Ferrentino fa parte di Priorità alla Scuola, sempre presente alle varie iniziative del passato del movimento nato nel periodo del lockdown per cercare di tutelare anche il futuro di sua figlia che frequenta le elementari. «Per me non dovrebbe chiudere nessun settore, ma se proprio è inevitabile non capisco perché bisogni partire dalla scuola per la quale invece bisogna effettuare investimenti seri sulla manutenzione, visto che siamo in emergenza permanente. La scuola, ad ogni grado, deve essere in presenza». Intanto, domani si replica. Alle ore 12 dinanzi Palazzo Santa Lucia si presenteranno gli aderenti alla rete Protesta Contro De Luca intenzionata a presentare un esposto querela al governatore.

Le rivendicazioni degli autisti

A manifestare quest’oggi anche gli autisti del trasporto scolastico di Napoli prima posizionando i pulmini sul lungomare e poi raggiungendo al suono del clacson dei loro mezzi l’esterno di Palazzo Santa Lucia. «La chiusura della scuola è un danno anche per noi, la Regione Campania ci dia un ulteriore contributo economico perchè, nei fatti, da febbraio non lavoriamo e non incassiamo» afferma Federico Capeceleatro, tra i maggiori esponenti dell’organizzazione che raggruppa gli autisti di trasporto pubblico del capoluogo.