Continuano le indagini per ricostruire le cause della morte di Annamaria Mantile, l’insegnante di inglese morta quattro giorni dopo aver ricevuto il vaccino covid. Non è possibile stabilire se ci sia una correlazione, ma i familiari vogliono vederci chiaro. La famiglia ha infatti presentato denuncia. I magistrati hanno disposto l’autopsia e i carabinieri hanno acquisito lo smartphone della donna. Ascoltati anche i medici che si sono occupati della sua assistenza.

In tempi ‘normali’ la morte della donna sarebbe stata archiviata come decesso naturale, ma i tanti dubbi sul vaccino diffusi in lungo e in largo hanno portato la famiglia a voler indagare sull’accaduto.

I primi disagi, secondo quanto raccontato da persone vicine alla donna, erano iniziati sabato 27 febbraio, a poche ore dalla somministrazione del vaccino. Nausea, dolori e stanchezza: i sintomi dichiarati da gran parte di chi riceve il vaccino Astra Zeneca. E’ il sistema immunitario che risponde.

Morta dopo il vaccino: il racconto del medico

Il dottore Gaeta ieri ha reso una dichiarazione ai militari. «Sono andato a casa Mantile tra le 8,30 e le 9,30», spiega al telefono. «La signorina aveva il battito accelerato, anche se l’elettrocardiogramma non mostrava altro. E la pressione molto bassa. Aveva avuto del vomito biliare, oltre che alimentare, già da giorni. Era disidratata, non stava mangiando. Soffriva di un problema addominale, da monitorare». Il cardiologo le aveva consigliato una terapia con l’aggiunta del cortisone. «Alle 13, qualche minuto prima di pranzo, ho chiamato per sapere come si sentisse, pensando che avesse fatto la flebo». Risposta? «La mamma anziana mi ha detto che stava malissimo e non respirava. Sono immediatamente tornato». Cinque, sei minuti al massimo.

«Aiutato dal fratello, l’ho distesa sul letto. Insieme le abbiamo pulito il viso e praticato sia il massaggio cardiaco sia la respirazione bocca a bocca. Ma, quando è arrivata l’ambulanza del 118, non dava più segnali di ripresa». Sentito anche il medico di famiglia, Luciana Carrino, che precisa «di essere stata avvertita, il 2 marzo, solo dopo il decesso e, nei giorni precedenti, contattata quando la terapia era già cominciata su indicazione della guardia medica».

 

I primi disagi, secondo quanto raccontato da persone vicine alla donna, erano iniziati sabato 27 febbraio, a poche ore dalla somministrazione del vaccino. Nausea, dolori e stanchezza: i sintomi dichiarati da gran parte di chi riceve il vaccino Astra Zeneca. E’ il sistema immunitario che risponde.

 

 

 

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