C’era un piano per uccidere Walter Mallo, ras di Miano in guerra con i Lo Russo. A svelarlo Tommaso Schisa, ex alleato dei Rinaldi e dei Minichini: le due dichiarazioni sono contenute nella maxi ordinanza che qualche settimana fa ha smantellato i clan dell’area orientale di Napoli. «Ho conosciuto Walter Mallo presso il carcere di Rebibbia nell’anno 2012. Facemmo amicizia. All’epoca mi riferì che stava con gli Amato-Pagano, in particolare con Amato Lello detto “Capaianca”. Egli mi confidò di voler creare un proprio gruppo criminale su Secondigliano con l’appoggio della famiglia Licciardi. Poiché i Lo Russo gli avevano ucciso il padre e lo zio, quest’ultimo mai ritrovato, egli aveva in animo di vendicarsi. Stringemmo un patto in base al quale io l’avrei aiutato nella sua vendetta. E, in cambio, lui mi avrebbe aiutato a vendicare la morte di mio zio Giuseppe».

L’incontro con Ciro Contini: l’idea di uccidere il giovane ras scissionista di Miano

Inoltre il collaboratore di giustizia ricostruisce anche un incontro al quale parteciparono  Michele Minichini, Ciro Contini e la mamma di Schisa. Il pentito conferma di aver incontrato Mallo dopo la fine del periodo di reclusione in carcere. «Mantenemmo i rapporti anche una volta scarcerati. Ricordo di averlo incontrato una volta, nell’anno 2015, presso il Bingo di Mugnano di Napoli, mentre ero in permesso premio e mi trovavo in compagnia di mia moglie. Successivamente, nell’anno 2016, presso la mia abitazione di Marigliano. Egli venne in compagnia di tale OMISSIS. Quando successivamente Michele Minichini mi presentò Ciro Contini, all’epoca latitante, e iniziammo a parlare delle forze di cui disponevano, io gli feci il nome di Walter Mallo il quale ci poteva aiutare in qualche azione. Presenti a questa conversazione eravamo presenti io, Michele Minichini, Ciro Contini e mia madre Luisa De Stefano. Ciro Contini, udito il nome, mi disse che non avevo capito nulla in quanto Walter Mallo stava con gli Esposito della Sanità ed in particolare con Pierino Esposito, poi ammazzato, e dunque contro i Sibillo, per cui mi chiese di non interrompere la mia frequentazione con questo soggetto ma di attirarlo a Marigliano per ammazzarlo. Io mi dichiarai d’accordo, tuttavia evitai di fare alcunché dato il mio legale di amicizia con il Mallo».

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.