Duplice omicidio Cepparulo-Colonna, la richiesta della Procura: ergastolo per tutti

Fine pena mai. Per tutti. Questa la richiesta avanzata questa mattina dalla Procura di Napoli presso la Quinta sessione d’assise d’appello di Napoli in relazione al duplice omicidio di Raffaele Cepparulo e dell’innocente Ciro Colonna. Il sostituto procuratore generale Cilento ha ribadito le richieste d’ergastolo per tutti gli imputati, il boss Ciro Rinaldi (difeso dagli avvocati Raffaele Chiummariello e Salvatore Impradice), Anna De Luca Bossa, sorella di Antonio De Luca Bossa e figlia della lady camorra Teresa De Luca Bossa (difesa da Antonio Delvecchio e Carmine D’Anna), Luisa De Stefano, Vincenza Maione, Cira Cepollaro, Giulio Ceglie e Michele Minichini. Tutto nonostante le confessioni rese anche nel secondo grado. L’unica posizione stralciata è quella di Antonio Rivieccio poichè in quarantena. Gli imputati erano stati condannati all’ergastolo in primo grado.

Il duplice omicidio Cepparulo-Colonna

Cepparulo, conosciuto negli ambienti della mala con il soprannome di ‘Ultimo’, si era trasferito a Ponticelli per sfuggire ai killer dei Vastarella dopo la strage delle Fontanelle. Qui avrebbe iniziato a intrattenere rapporti sia con i De Micco che con i Mazzarella. Era così finito nel mirino dei Minichini e dei Rinaldi che proprio in quel periodo avevano stretta un’alleanza proprio in chiave anti-Mazzarella. Ad ucciderlo, secondo la Procura, proprio il figliastro di Anna De Luca Bossa, Michele Minichini ‘a tigre che fece irruzione nel circoletto del lotto O il 7 giugno del 2016 insieme ad Antonio Rivieccio, uomo dei Sibillo, anche quest’ultimi alleati con i Rinaldi. In primo grado il giudice per le indagini preliminari Luana Romano dispose il carcere a vita per Rinaldi (accusato di essere il mandante), per gli esecutori Minichini e Rivieccio, per Anna De Luca Bossa (indicata come quella che segnalò ai killer la presenza di Cepparulo nel circoletto), Maione e De Stefano (accusate di aver prestato aiuto ai killer) e anche a Giulio Ceglie e Cira Cepollaro.

Gli spari sotto casa della mamma del ras

L’omicidio di Cepparulo per la Procura fu decretato da Ciro Rinaldi perchè aveva fatto fuoco sia contro la sua abitazione alcuni giorni prima sia contro l’abitazione di Cira Cepollaro per mandare un segnale a Michele Minichini che avrebbe voluto uccidere per fare un favore ai De Micco ai quali si era legato da qualche tempo.

Cepparulo finito nel mirino di Michele Minichini

In quell’agguato però perse la vita chi con la camorra non aveva nulla a che fare, il giovane Ciro Colonna. Agghiacciante il racconto di una delle testimoni presenti quel giorno nel circoletto e che videro i killer dirigersi contro Raffaele Cepparulo:«Ciro Chiarolanza e Umberto De Luca Bossa riuscivano a guadagnare l’uscita del circoletto e, quindi, a scappare. lo pensavo che fosse tutto uno scherzo in principio, infatti rivolgendomi al killer gli diedi dello stupido invitandolo a scoprirsi il capo. All’improvviso ho ascoltato l’esplosione di due colpi di pistola provenire dalla postazione del bancone che si trovava alla mia sinistra dietro di me. In quel momento ho realizzato che quello non era uno scherzo ed una rapina, ed ho intuito che dalla porta posteriore doveva essere entrato un ‘altra persona che stava sparando perché sono sicura che il killer entrato dall’ingresso principale non ha sparato i primi due colpi».

Il racconto di una testimone sul duplice omicidio Cepparulo-Colonna

«Lo shock mi ha annebbiato la vista, pertanto dopo il secondo colpo non ho visto più nulla e non so dire in quale momento Ciro Colonna fu colpito. Uscita fuori dal circo/etto, sono subito scappata a casa senza fermarmi. Espressamente richiestomi, posso dire di non aver sentito alcun rumore di veicoli subito prima che i killers entrassero all’interno del circo/etto e subito dopo l’esecuzione degli omicidi. Ho saputo successivamente dalle persone che i killer erano a piedi e sono scappati a piedi dalla porta posteriore del circoletto. Non ricordo chi mi ha dato queste notizie, perché sono cose che io non ho visto. Il killer entrato dalla porta principale era longilineo ed era più alto di me, considerando che io sono alta 160 cm circa, lui era alto 175 cm circa. Non sono in grado di descrivere il killer entrato dalla porta posteriore perché non l’ho proprio visto».

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