Da domenica 12 luglio sono entrate in vigore le nuove disposizioni sugli autovelox. Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, introduce una disciplina unitaria per l’omologazione, la taratura e la verifica dei dispositivi utilizzati per il controllo della velocità, con l’obiettivo di uniformare le procedure e garantire maggiore certezza negli accertamenti.
Il provvedimento riguarda la “disciplina delle caratteristiche, dei requisiti e delle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità”.
Secondo il Mit, la riforma punta ad assicurare “un quadro regolatorio certo e omogeneo, idoneo a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire l’affidabilità di misura degli strumenti, la tracciabilità delle operazioni tecniche e la solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti conseguenti al loro impiego”.
Con le nuove regole resteranno operativi circa 3.150 autovelox, ossia quelli “corrispondenti ai requisiti richiesti per l’omologazione, in quanto il prototipo rientra nell’elenco di cui all’allegato B del decreto”. Per gli altri, circa 850 apparecchi, i produttori dovranno completare l’iter previsto dal decreto: “circa 850 unità, i produttori dovranno richiedere l’omologazione del prototipo producendo la documentazione integrativa prevista nell’allegato tecnico A”.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha espresso “soddisfazione”, ribadendo che “l’obiettivo della sicurezza sulle strade resta una priorità senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini”.
Sui social il ministro ha commentato così l’entrata in vigore del decreto: “Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale. Dalle parole ai fatti”.
A spiegare gli effetti concreti delle nuove norme è stato anche Luigi Altamura, comandante della Polizia Locale di Verona e componente del tavolo Viabilità Italia per l’Anci. All’Adnkronos ha dichiarato: “Circa il 30% degli autovelox, indicativamente oltre un migliaio, non potrà più essere utilizzato”.
I dispositivi approvati prima dell’agosto 2017 saranno infatti temporaneamente disattivati, mentre continueranno a funzionare quelli conformi alle regole introdotte da quella data.
Altamura ha infine aggiunto: “Per noi questo è il punto di arrivo di un percorso lungo di due anni. Il tema è utilizzare strumenti legittimi che mettano il cittadino a conoscenza di quello che usiamo. Le battaglie sulla velocità comportano tanti morti, per cui noi ci atterremo scrupolosamente a quanto previsto da questo decreto, usando solo gli strumenti approvati dopo l’agosto 2017, ossia la data spartiacque usata dal ministero per discernere”.


