HomeCronacaOmicidio nella guerra di camorra a Ponticelli, catturato in Spagna Giuseppe Prisco

Omicidio nella guerra di camorra a Ponticelli, catturato in Spagna Giuseppe Prisco

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Su delega del Procuratore della Repubblica di Napoli si comunica che, nella mattinata odierna, a Barcellona (Spagna), le Autorità iberiche, con la collaborazione della Polizia di Stato, hanno dato esecuzione a un Mandato di Arresto Europeo, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di un soggetto del quartiere cittadino di Ponticelli, Giuseppe Prisco, gravemente indiziato dei reati di omicidio doloso e porto abusivo di armi da fuoco, aggravati dal metodo mafioso.

Omicidio nella guerra di camorra a Ponticelli, catturato in Spagna Giuseppe Prisco

L’uomo, dallo scorso mese di giugno, si era sottratto alla esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’omicidio di un uomo, avvenuto nel suddetto quartiere il 12.3.2018. Prisco, in concorso con altri due sodali già colpiti dallo stesso provvedimento cautelare, avrebbe ucciso la vittima esplodendo tre colpi d’arma da fuoco al suo indirizzo.

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L’omicidio sarebbe maturato nell’ambito della contrapposizione criminale tra il clan De Luca Bossa, al quale era legato il destinatario del provvedimento, e il clan De Micco, al quale apparteneva la vittima.

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, hanno consentito di localizzare il latitante in territorio spagnolo, dove lo stesso aveva trovato rifugio servendosi di documenti d’identità falsificati.

Giova rappresentare che nella giornata di ieri, lo stesso indagato è stato condannato, per i medesimi fatti di reato, all’ergastolo con sentenza non ancora definitiva emessa dal G.U.P. di Napoli.

Si precisa che il provvedimento eseguito costituisce misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Avverso la stessa sono ammessi mezzi di impugnazione. Il destinatario della misura è persona sottoposta a indagini e pertanto da considerarsi presunta innocente fino a sentenza definitiva.

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Gli stralci del verbale: “Prisco tra gli esecutori materiali dell’omicidio D’Orsi”

Stralcio di verbale di Luisa De Stefano: «Gli esecutori materiali sono stati Michele Minichini e Giuseppe Prisco. “Polpetta” (com’era soprannominato Salvatore D’Orsi, ndr) è stato colpito sotto il suo palazzo mentre stava citofonando. Il recupero del killer è stato compiuto da Giuseppina “a barone” e da “Gigino ’o panettiere” di San Sebastiano al Vesuvio (che non risultano tra gli indagati, ndr). Polpetta era un “filatore” del clan De Micco ed era solito aspettare Michele Minichini quando quest’ultimo andava a casa di Anna De Luca Bossa. Più volte Michele Minichini aveva avvisato Giuseppe “’o sghizzo” di far desistere il nipote, ma inutilmente. Anche in questo caso a decidere l’omicidio siamo stati io, Vincenza Maione e Michele Minichini. Dopo l’evento io ed “Enza” ci siamo recate da “Ciretta”, madre di Michele Minichini, la quale ci disse che Michele e Giuseppe erano a San Sebastiano al Vesuvio. Io e la Maione successivamente siamo andate all’ospedale perché “Polpetta” non era morto sul colpo, ma solo dopo in ospedale e dovevamo accertarcene».

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