Napoletano ucciso in Messico, nel gruppo di fuoco anche un italiano: la famiglia chiede giustizia

Ci sarebbe anche un italiano nel gruppo di fuoco che ha ammazzato giovedì scorso a Città del Messico il napoletano Salvatore De Stefano. è a disposizione della Procura di Roma. Secondo i magistrati messicani il 35enne di piazza Mercato sarebbe stato ucciso per motivi legati al narcotraffico, ma la sorella della vittima non ci sta. Rossella De Stefano fa sapere, attraverso il quotidiano Il Mattino,  che suo fratello aveva un negozio, il «Top Tools», a Monterrey, e vendeva macchinari per l’agricoltura, «con certificati e con garanzia».

 

Le parole della sorella di Salvatore De Stefano

Respinge, dunque, le ipotesi dei media messicani che invece hanno parlato del 35enne come di uno inserito nel giro delle truffe dei macchinari cinesi, un business nel quale operano molti campani trapiantati in Messico e nel quale sono stati collocati anche Vincenzo Cimmino, Antonio e Raffaele Russo, scomparsi dal Jalisco il 31 gennaio del 2018. Salvatore De Stefano, spiega sua sorella, vendeva generatori elettrici, motozappe, martelli pneumatici. Aveva il doppio passaporto e, secondo la donna, «non aveva mai avuto problemi con nessuno».

La famiglia chiede giustizia

La famiglia chiede «giustizia» e «la cattura del responsabile dell’omicidio di un ragazzo onesto che ha sempre lavorato». «Solo con la verità noi e Salvatore potremo trovare pace e un po’ di sollievo nonostante il vuoto che portiamo dentro». L’appello della donna è rivolto sia alle autorità messicane che a quelle italiane. «La Farnesina sta seguendo dal primo momento la vicenda. Così come l’Ambasciata italiana a Città del Messico», spiega l’avvocato Paipais. E le domande sono ancora tante. Cosa c’è dietro la fine del 35enne? Cosa nasconde il business dei generatori elettrici? Quali sono i legami tra gli italiani uccisi o scomparsi e i campesinos dei narcos? E perché gli amici di De Stefano, benché fossero presenti durante l’omicidio, si sono rifiutati di parlare con la polizia messicana? E perché Salvatore giovedì era a cena a 900 km da casa?