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domenica, Febbraio 25, 2024
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Omicidio stradale a Casoria, condannato a 3 anni l’investitore che si diede alla fuga

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Era ottobre 2022 quando Guidotti Giuseppe Angelo, nel mentre rientrava in casa dopo essere andato a depositare una busta di immondizia, veniva investito in pieno da un motociclo il cui conducente, dopo essere rovinato a terra anch’egli, si dava alla fuga.
Alcuni abitanti del posto, attirati dal rumore provocato dall’impatto che ne era derivato, scesi in strada avvertirono i soccorsi ed i carabinieri.

Le condizioni del Guidotti apparvero subito critiche al personale sanitario intervenuto, tanto che venne trasportato con urgenza al P.S. dell’ospedale di Frattamaggiore, dove si spense poco dopo il suo arrivo. Le indagini dei carabinieri si orientarono subito alla ricerca di un motociclo Vespa, perché sul posto venne ritenuto un parafango nero riferibile a tale tipo di mezzo, ipotesi poi confermata dalla visione di un video recuperato da una telecamera posta all’inizio della strada, nei pressi del centro Euronics Tufano. Proprio quando il cerchio si stava stringendo intorno all’autore del fatto, si presentò in caserma Annoni Crescenzo, che accompagnato dall’avvocato Rosano, ammise le proprie responsabilità.

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Incardinato il procedimento innanzi la Procura di Napoli Nord, vennero iscritti nel registro degli indagati anche i componenti dell’equipaggio del 118, poiché era pervenuta una segnalazione, da parte di un sanitario dell’Ospedale di Frattamaggiore, con la quale si rappresentava che il paziente non avrebbe dovuto essere portato a Frattamaggiore ma presso il C.T.O. di Napoli. La consulenza medicolegale disposta dal P.M. Sirignano da un lato attribuì la responsabilità del decesso all’urto conseguente all’investimento e, dall’altro, qualificò corretto il comportamento degli operanti del 118. Il C.T., infatti, ritenne che trattandosi di paziente in gravissime condizioni, erano obbligati, e bene avevano fatto, a trasportarlo presso il più vicino ospedale.

A poco meno di un anno dal fatto, il processo è approdato innanzi il GIP Forte del Tribunale di Napoli Nord, che, al fine di decidere la richiesta di rito abbreviato avanzata dall’imputato, ha disposto una perizia tecnica avente ad oggetto la ricostruzione dinamica del fatto e, per consegnare al perito le maggiori informazioni possibili, ha disposto anche l’escussione in aula delle figlie della vittima, presenti nella quasi immediatezza sul posto dell’impatto. Ma le integrazioni disposte dal GIP hanno consentito ulteriori sviluppi processuali, poiché il P.M. intervenuto all’udienza -Dott. Fabio Sozio– ha ravvisato la sussistenza di un’aggravante -l’essersi dato alla fuga, diversa dalla condotta di omissione di soccorso già contestata- invano in precedenza sollecitata dalla difesa delle persone offese, costituitesi in giudizio con l’avv. Giuseppe Tuccillo del Foro di Napoli. Tale nuova contestazione ha aggravato la posizione dell’Annoni, che fino a quel momento, in ragione dei minimi edittali previsti, certamente poteva sperare in una condanna contenuta nei limiti della pena sospesa.

Confermata la scelta del rito abbreviato da parte dell’imputato, il P.M. chiedeva la condanna dell’Annoni alla pena di anni sei di reclusione, ridotti per effetto della riduzione del rito abbreviato, ad anni quattro.

Il GIP, all’esito della camera di consiglio ha condannato l’imputato alla pena di anni tre di reclusione ed al risarcimento del danno in favore delle parti civili, riservando il deposito della motivazione entro il termine di 90 giorni.

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