«Paola veniva picchiata anche dal padre», il racconto di Ciro dall’ospedale

Il racconto di Ciro su Paola [Immagine di repertorio]
Il racconto di Ciro su Paola [Immagine di repertorio]

Quella di Paola Maria Gaglione e Ciro Migliore era una storia d’amore come poche. Una storia fatta di condivisione, accettazione e tanti sentimenti puri che portavano, reciprocamente, amore nella vita dei due ragazzi. Eppure ai familiari della ragazza morta nella notte tra venerdì 11 e sabato 12 settembre, quella relazione proprio non andava giù. Per loro poco importava se Ciro era innamorato di Paola e l’hanno dimostrato in un modo oscuro, crudele.

Il fidanzato della vittima, in un’intervista rilasciata ad Il Mattino [Qui l’articolo], ha provato a ripercorrere un passato difficile ma vissuto con la persona più importante della sua vita. Già la madre di Ciro aveva confessato di aver subito gravi minacce dalla famiglia di Michele Gaglione (il fratello di Paola), poi il 22enne transgender ha raccontato altri cruenti particolari direttamente dell’ospedale, dove è stato ricoverato dopo l’incidente.

«Paola veniva picchiata anche dal padre»

«Paola è stata picchiata più volte dal papà e dal fratello», ha spiegato Ciro. Il ragazzo continua il suo macabro racconto. «Paola mi raccontava la sua disperazione che mi faceva sentire impotente. Ero spaventato per lei e per me, visto che Michele ogni volta che incrociava il mio sguardo mi diceva “Sei morto. Lascia mia sorella o ti taglio la testa”. A casa mia, una volta, sono venuti in cinque ed hanno minacciato mia madre».

Caivano, la mamma di Ciro attacca il fratello di Maria Paola: “È stato un omicidio”

Su Facebook, subito dopo la tragedia di Caivano, la mamma di Ciro, il ragazzo trans che aveva una relazione con Maria Paola Gaglione, ha gridato tutto il suo dolore, accusando apertamente Michele Antonio Gaglione «di aver commesso deliberatamente un omicidio perché non sopportava che la sorella frequentasse un uomo trans. I figli si accettano così come vengono. Paola riposa in pace».

Sul luogo dell’incidente ad Acerra ci sono adesso fiori, ceri e una toccante lettera firmata. Ai piedi di una colonnina per l’irrigazione dei campi agricoli, dove la ragazza ha trovato la morte sbattendo la testa, anche un crocefisso bianco. «La mia unica sorella – si legge nella lettera – è volata via. Non avrei mai immaginato un destino così crudele per una persona così speciale. Proteggi la mia famiglia da lassù».

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