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Foto di repertorio

I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito un decreto di fermo, 3 persone ritenuti contigui al clan De Luca Bossa/Minichini, operante nel quartiere di Ponticelli. Sono tutti ritenuti gravemente indiziati del reato di detenzione ed esplosione di ordigno, aggravati dalle finalità mafiose.

Il provvedimento, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, arriva al culmine di una immediata e serrata attività di indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli e della Compagnia di Napoli Poggioreale. L’inchiesta avviata subito dopo l’esplosione di un ordigno in Via Esopo, verificatasi lo scorso 11 maggio. I fermati sono i napoletani Luigi Austero classe ’95, Luca La Penna classe ’82, Alfonso De Luca ’97. Secondo il decreto di fermo indiziato del Tribunale di Napoli, l’ordigno creò un cratere dal diametro di 30 centimetri e profondo 2 metri. Inoltre danneggiò 9 veicoli parcheggiati. Ordigno lanciato dal viadotto della S.S. 162.

L’attentato a Ponticelli

I 3 sono gravemente indiziati di aver lanciato dal cavalcavia la bomba, che ha danneggiato 9 auto parcheggiate. L’onda d’urto – così come appurato dai carabinieri – avrebbe potuto provocare il decesso di eventuali persone presenti nel raggio di 10 metri circa dall’esplosione. I 3 fermati saranno rinchiusi nel carcere di Secondigliano, in attesa dell’udienza di convalida.

L’articolo

Lanciarono una bomba dal cavalcavia, ma l’esplosione danneggiò la macchina dei sicari che devono scappare a piedi. E’ accaduto la notte fra l’11 e il 12 maggio scorso al Rione De Gasperi a Ponticelli. Il quartiere della periferia orientale di Napoli dove è in corso un violento scontro fra bande criminali della camorra che si stanno combattendo anche utilizzando ordigni esplosivi, tre nel giro di pochi giorni.

Napoli: l’altra potente deflagrazione a Ponticelli

Ventiquattrore prima una segnalazione giunse al 113 poco prima della mezzanotte e costrinse la Polizia di Stato ad effettuare un sopralluogo in via Vera Lombardi, la stessa strada in cui un altro ordigno danneggiò una automobile.

Quella volta gli agenti della Polizia di Stato non registrano danni sul luogo dell’esplosione segnalato dai cittadini. I poliziotti acquisirono le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per ricostruire l’accaduto e identificare eventuali responsabili.

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