Prima la stesa poi l’agguato a ‘Sfilatino’, la pista che porta ai gruppi di Soccavo

Gaetano Mercurio potrebbe essere il primo obiettivo dei nuovi venti di faida che stanno agitando la zona occidentale di Napoli. L’uomo, 43 anni e considerato vicino al clan Troncone di Fuorigrotta (e in special modo al boss Vitale Troncone scarcerato da qualche settimana e attualmente in libertà vigilata dopo sette anni di carcere), è stato colpito ieri mattina a via Terracina al torace e a una gamba e attualmente lotta tra la vita e la morte nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Paolo (ferite gravi alla milza e al fegato). Sulla matrice camorristica dell’agguato ormai ci sono pochi dubbi: non solo il passato criminale di Mercurio (conosciuto negli ambienti criminali con l’appellativo di ‘Sfilatino’) ma anche alcuni episodi avvenuti nei giorni scorsi che sembrano rafforzare la pista di una vendetta contro il suo gruppo.

Alcune settimane prima dell’agguato ci sarebbero state due stese contro l’abitazione dello stesso Mercurio e di altri soggetti orbitanti nei gruppi criminali di Fuorigrotta in via Gabriele Rossetti nel ‘cuore’ del rione Lauro, zona da tempo controllata dal clan Iadonisi che le ultime informative delle forze dell’ordine danno come in un momento di frizione proprio con i Troncone forse a causa dell’avanzata dei gruppi che da Bagnoli spingono per allargarsi nel resto dell’area flegrea. Quei colpi di arma da fuoco contro l’abitazione del ras potrebbero essere stati il preludio al vero e proprio agguato forse consumato da gruppi di Soccavo alleati con le famiglie che no vedono di buon occhio la posizione defilata assunta negli ultimi mesi proprio dai Troncone. Le indagini sul ferimento di Mercurio sono affidate ai carabinieri che da ieri mattina stanno cercando di ricostruire l’accaduto.  I militari hanno verificato la presenza nella zona del raid di telecamere di sorveglianza per poter ricostruire quanto accaduto. Una telecamera in particolare potrebbe aver ripreso in parte il commando entrare in azione.