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domenica, Maggio 22, 2022
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Quando Zagaria sfuggì all’arresto per un soffio, via dal bunker prima del blitz


Emergono nuovi retroscena in relazione sui legami tra i fratelli Nicola e Vincenzo Inquieto e il super boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria. La Direzione Distrettuale Antimafia accusa Nicola Inquieto di connivenza, in qualità di intestatario o comunque di formale titolare di attività imprenditoriali in realtà riconducibili al boss. “Tali attività – scrive il giudice Federica Colucci nelle 324 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare – si pongono come momenti attraverso i quali il clan controlla le attività economiche e le utilizza per investire i proventi illeciti derivanti dalle attività dell’organizzazione, nonchè quale strumento per ripulire i citati proventi ottenendone, altresì, occasione per produrre ulteriori redditi”. 

IL RACCONTO DEI PENTITI

Vincenzo Inquieto fu arrestato insieme al boss il 7 dicembre del 2011 e successivamente scarcerato quattro anni dopo per espiazione della pena. “Basti pensare che Inquieto Vincenzo, persona a casa della quale è stato catturato Michele Zagaria, gli era stato presentato da De Luca Augusto, fratello di Ernesto, entrambi cugini di Massimiliano. Il loro rapporto risale addirittura al 1997-1998 data dalla quale Michele Zagaria ha usufruito dell’appoggio della famiglia Inquieto. Infatti si è anche servito del fratello Nicola, acquistando a suo nome una casa a San Cipriano dove poi fu rinvenuto il fratello Zagaria Carmine e dove fu scoperto un nascondiglio. Dopo il rinvenimento, per allentare la tensione delle forze dell’ordine, Zagaria Michele allontanò Inquieto Nicola mandandolo in Romania così affidandosi nuovamente al fratello Inquieto Vincenzo” – queste alcune delle dichiarazioni a verbale del pentito Antonio Iovine “o’ ninno” riportate ‘Campania Crime News’.

LA RICOSTRUZIONE

Lascia poco spazio all’immaginazione la testimonianza del collaboratore di giustizia Massimiliano Caterino, uomo ombra del capoclan, riguardo i rapporti tra Vincenzo Inquieto e Michele Zagaria: “Tornando alla famiglia Inquieto so che a Nicola Inquieto è stata finanziata da Michele Zagaria l’apertura di un negozio di telefonia ed elettrodomestici, nel 2000. Successivamente, nel 2004-2005 fu trovato dalle forze dell’ordine a casa di Inquieto Nicola, a via Po a San Cipriano d’Aversa, Carmine Zagaria. Era in costruzione un bunker e in quell’abitazione ci sarebbe dovuto essere anche Michele Zagaria per un sopralluogo sul posto. Ma poichè Michele Zagaria si fidava molto del fratello Carmine e di me fu mandato il fratello e lui si salvò dalla cattura. Quella mattina io vidi la confusione nella strada di via Po ed andai ad avvisare Pasquale Zagaria il quale appresa la notizia sbiancò in volto temendo che il fratello fosse stato catturato. Si allontanò e dopo una decina di minuti ritornò rinfrancato dicendo che avevano trovato solo Carmine”.

IL BUNKER

“In relazione ad Inquieto Nicola – racconta ancora Caterino in un secondo verbale datato 2016 – ho già riferito circa l’irruzione che i Carabinieri di Casal di Principe
fecero all’interno dell’appartamento di via Po di San Cipriano, dove era in costruzione
un bunker. In questo appartamento, prima di Nicola, ci abitava Vincenzo Inquieto.
Tornando al bunker ed al giorno della perquisizione, rispetto a quanto già riferito,
devo precisare che io pensavo che Michele fosse all’interno dell’abitazione perchè
non lo vedevo dal giorno prima. Perciò mi recai da Pasquale Zagaria dicendogli che i
Carabinieri avevano arrestato proprio Michele Zagaria. Poi seppi che di fatto che
Michele Zagaria aveva cambiato idea all’ultimo momento e si era recato in un’altra
abitazione“. 

 

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