Racket a Secondigliano, stangata per i Cesarano. Nomi e foto degli arrestati

Sono accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso: sono i nuovi signori del racket di Secondigliano. In manette, grazie all’intervento degli uomini della squadra mobile e del commissariato di zona sono così finiti Chiara Cesarano (figlia del capoclan Giovanni ‘o palestrat), Salvatore Sibilio e Domenico Quindici, tutti ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di tentata estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso. Successivamente  sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria Enrico D’Ecclesis e Carlo Giordano, gravemente indiziati del delitto di estorsione continuata ed aggravata, in concorso tra loro, con l’aggravante del metodo mafioso.

Gli arresti, anticipati da Internapoli nei giorni scorsi, sono il compendio di una intensa attività di indagine, coordinata dalla D.D.A. di Napoli, che ha riguardato una vicenda estorsiva che ha visto vittime due esercenti i quali, dal dicembre 2018, sono stati costretti a versare, in occasione delle festività natalizie ed in prossimità di quelle pasquali, complessivamente la somma di circa 600 euro – gli importi variavano da 50 a 200 euro.

Sulla scorta delle attività investigative esperite dalla Squadra Mobile e dal locale commissariato sono stati predisposti appositi servizi di osservazione nei pressi degli esercizi commerciali taglieggiati, nel corso dei quali nel tardo pomeriggio del 20 settembre scorso sono stati bloccati e arrestati in strada Chiara Cesarano, Salvatore Sibilio e Domenico Quindici nell’atto di reiterare con forza la richiesta di ulteriori tangenti, in particolare la somma di 300 euro, minacciando la chiusura dei negozi.

Nel prosieguo dell’attività di indagine, sono stati individuati e sottoposti a fermo di indiziato di delitto altri due soggetti che si erano resi responsabili di estorsione ai commercianti della zona.