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venerdì, Maggio 24, 2024
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Racket all’agenzia delle scommesse, condannati i ras del clan Lepre

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Oltre trent’anni di carcere. Questa la decisione del gip Sepe contro lo ‘stato maggiore’ del clan Lepre del Cavone di piazza Dante (via Francesco Saverio Correra). Otto anni e dieci mesi di reclusione a testa per Salvatore Cianciulli ‘Masaniello’ (considerato il reggente del clan) e Gianluca Testa ‘o fagian. Sei gli anni invece inflitti a Salvatore Festa e Francesco Lepre mentre Emanuele Testa detto ‘o figlio ro fagian ha rimediato quattro anni e due mesi. I cinque furono raggiunti da decreto di fermo nel giugno dello scorso anno (leggi qui l’articolo precedente)  per aver imposto un’estorsione al gestore di un centro scommesse avvicinato da Festa, Lepre ed Emanuele Festa e portato al cospetto di Gianluca Testa e dello stesso Cianciulli che avrebbe minacciato l’uomo intimandogli di consegnargli 30mila euro. Nel decreto di fermo veniva ricostruito il ‘nuovo corso’ dei Lepre che dopo la morte dello storico boss Ciro ‘o sceriff aveva visto emergere la leadership di Cianciulli come riportato nel provvedimento dove era presente inoltre un’informativa dei carabinieri secondo cui si sarrebbero tenute riunioni al Fondaco San Potito tra lo stesso Cianciulli e i ras dei Quartieri spagnoli Eduardo Saltalamacchia e Vincenzo Masiello.

L’articolo precedente. Le minacce del reggente del clan Lepre al gestore di un centro scommesse

Nel decreto viene ricostruita la vessazione subita dal gestore del centro scommesse che il mese scorso fu avvicinato da Festa, Lepre ed Emanuele Festa e portato al cospetto di Gianluca Testa e dello scorso Cianciulli che avrebbe minacciato l’uomo con frasi del tipo:«Qua comando io, mi devi portare 30mila euro e ti do un quarto d’ora altrimenti sparo a te, tuo fratello e tuo nipote». Un calvario quello del commerciante iniziato nel 2018 con la ‘quota’ di 1.500 euro tre volte all’anno fino alla richiesta di 30mila euro qualche settimana fa. L’uomo si sarebbe rifiutato, sostenendo di non essere in grado di pagare una cifra simile e innescando l’indagine che ha poi portato al decreto di fermo. Lo stesso denunciante ha rivelato alle forze dell’ordine:«Dopo le minacce mi colpì con uno schiaffo in faccia e poi mi cacciò di casa in malo modo. Quando scesi da casa di Masaniello ero terrorizzato, ricordo che presi lo scooter e scappai in direzione di via Foria» Il provvedimento è arricchito dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che si sono soffermati a lungo sulla figura dello stesso Cianciulli. Tra essi quelle inedite di Salvatore Giuliano ‘o russ che qualche mese fa ha deciso di rompere con il passato passando dalla parte dello Stato.

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Le dichiarazioni di Salvatore Giuliano su Cianciulli

Nel verbale del 18 settembre 2021 ‘o russ ha raccontato ai magistrati:«Masaniello è il vero rappresentante della famiglia del Covone, poiché ogni decisione passa da bui. Si occupa di tutte le attività illecite del covone ed è l’interlocutore di tutti gli altri clan. Mi viene chiesto di riferire se sono a conoscenza di un contrasto tra il gruppo della Sanità e quello del Cavone che ha visto i due gruppi contrapporsi in reciproche aggressioni e scontri armati, fatto verificatosi a settembre del 2020. In proposito, cosi come ho riferito in precedenti verbali, ci sono stati almeno tre o quattro scontri tra i gruppi del Cavone e quello della Sanità. Ho svolto anche il ruolo di paciere tra i due gruppi. Come già detto, ricordo che ci fu uno scontro avvenuto a seguito del pestaggio da parte di quelli della Sanità di un nipote dei Lepre, un ragazzo giovanissimo che fu picchiato in via Salvator Rosa: contestualmente al pestaggio quelli della Sanità furono anche esplosi colpi di arma da fuoco poi vi fu la risposta dei Lepre in particolare da parte di Francesco Lepre figlio di ‘o sceriff e di (….) che spararono nella parte alta della Sanità verso Materdei».

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