Nella foto Antonio Giannone detto 'Anthony'

Ha incassato una pena di cinque anni e quattro mesi a fronte dell’iniziale richiesta del pubblico ministero di sei anni. Era accusato insieme al cugino Antonio Giannone di una serie di rapine compiute tra Arzano e Casavatore. Determinanti ai fini del verdetto si sono rivelate le argomentazioni dell’avvocato Luca Mottola, difensore del neo 18enne Roberto P. (minorenne all’epoca dei fatti), che è riuscito a far assolvere il proprio assistito dall’accusa di tentata rapina e di ricettazione di una targa. La notizia è stata riportata da Il Roma.

L’articolo precedente: l’arresto di Giannone

Il 27enne Giannone, per i carabinieri, agí con l’allora 17enne. L’indagine condotta dai carabinieri della Stazione di Casavatore e coordinati dalla Procura della repubblica sono state sviluppate attraverso l’estrapolazione delle immagini dai sistemi di video-sorveglianza presenti nella zona e setacciando i social network verificando vari “profili”. Rinvenuti e sequestrati anche i capi di abbigliamento utilizzati per commettere le rapine. Dovevano recarsi in caserma, a Casavatore, per l’acquisizione dei dati dei propri cellulari ma durante il tragitto verso la caserma ‘sotto scorta’ decidono di far perdere le loro tracce. Tutto questo non prima di aver speronato l’auto dei carabinieri. Protagonista proprio il 27enne di Secondigliano ma residente ad Arzano Antonio Giannone, già protagonista di un inseguimento con la polizia nell’aprile scorso (leggi qui l’articolo). Antonio Giannone è cugino di Fabio Giannone, ucciso il 10 aprile del 2016 in via Vittorio Emanuele III a Secondigliano da altri giovani che volevano vendicarsi di un pestaggio subito.

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