Un fine settimana da incubo per il gruppo Esposito di Bagnoli. Prima l’arresto del braccio destro del boss Massimiliano Esposito, quel Youssef Aboumuslim che si è visto notificare un’ordinanza di custodia cautelare (leggi qui) in carcere con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Poi l’arresto del capoclan, irreperibile da luglio (leggi qui). Esposito, riconosciuto come reggente dell’omonimo gruppo di Bagnoli, è stato intercettato dagli uomini della squadra mobile presso un centro commerciale di Casoria. Era in compagnia della moglie. Ora si trova nel carcere di Secondigliano in attesa di essere interrogato dal gip (Esposito è difeso dall’avvocato Rocco Maria Spina). A suo carico c’è l’accusa di aver violato le misure della libertà vigilata cui era sottoposto: firma in commissariato e divieto di uscire fuori dal territorio del comune di Napoli. Esposito risponderà di inosservanza alla libertà vigilata, misura che potrebbe essergli ripristinata in tempi medi o brevi.

Il profilo del ras di Bagnoli

Si tratta di un personaggio di assoluto spessore criminale che vanta una lunga militanza nel gruppo di Domenico D’Ausilio, Mimì ‘o sfregiat. Dopo l’arresto del boss, fu tra i primi a resistere all’avanzata degli scissionisti del ras Alessandro Giannelli (la cui roccaforte è a Cavalleggeri). Qualche anno fa a finire in manette fu suo figlio Christian che, insieme ad un complice, aveva iniziato a taglieggiare i commercianti del quartiere. Entrambi diventati il terrore delle loro vittime, contro cui imposta quella che chiamavano ‘la tassa della tranquillità’. Il giovane, in quell’occasione, aveva chiesto ad un commerciante la somma di 1500 euro intimando a quest’ultimo che, in caso contrario, “avrebbe passato un brutto Natale’. Secondo le ultime informative Esposito senior avrebbe messo già in piedi un proprio gruppo Nell’area occidentale. ‘O scognat fu il reggente del clan D’Ausilio tra il 1997 e il 2002. Grazie anche all’aiuto della moglie riusciva a imporre il racket ai commercianti anche dalla sua abitazione con le ‘vittime’ letteralmente costrette a seguire i suoi gregari nell’abitazione del capoclan.

 

Le accuse per il suo braccio destro: smantellato il gruppo di Bagnoli

Più grave la situazione braccio destro del ras di Bagnoli nonchè nipote acquisito Aboumuslim. Le indagini hanno documentato due distinte vicende estorsive. Il primo episodio, verificatosi nello scorso mese di gennaio, vedrebbe coinvolti Aboumouslim e Ernesto De Carlo in una estorsione ai danni di un soggetto che, con la complicità dello stesso De Carlo, si sarebbe reso autore, in precedenza, di una truffa telematica attraverso giochi e scommesse on-line, rifiutandosi di corrispondere all’uomo la sua parte dell’illecito profitto. L’uomo dunque per cercare di recuperare la somma di circa 500 euro, provento della truffa, avrebbe richiesto l’intervento di Aboumuslim – da lui conosciuto come soggetto di una certa caratura criminale – che, attraverso minacce e intimidazioni di matrice camorristica, avrebbe costretto la vittima a corrispondere questa somma. Successivamente De Carlo sarebbe divenuto vittima del medesimo meccanismo criminale con Abousmuslim che, insieme a Lucio Musella, avrebbe preteso la somma di 10mila euro dall’uomo.

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