Non c’è stato nulla da fare per Matteo Brandimarti, il dodicenne rimasto vittima di un drammatico incidente nella spa dell’hotel Duca di Montefeltro a Pennabilli, provincia di Rimini. Dopo la dichiarazione di morte cerebrale, i macchinari che lo tenevano in vita sono stati staccati.
Un ultimo gesto di estrema generosità ha segnato la fine di questa agonia: la famiglia, assistita dall’avvocato Umberto Gramenzi, ha dato il consenso alla donazione degli organi.
Risucchiato dalla vasca idromassaggio nella spa, Matteo muore dopo quattro giorni di agonia
La vacanza nel Riminese si è trasformata in un incubo la mattina di Pasqua, intorno alle 10.30. Matteo si trovava nella vasca idromassaggio insieme ai genitori e agli zii, arrivati da San Benedetto del Tronto per trascorrere le feste. All’improvviso il ragazzino è sparito sott’acqua, risucchiato da un bocchettone dell’impianto che gli ha bloccato una gamba. Nonostante la profondità di poco superiore al metro, il dodicenne è rimasto intrappolato sul fondo per quasi cinque minuti prima che il personale riuscisse a spegnere il sistema e liberarlo.
I soccorsi del 118 sono stati tempestivi e i sanitari sono riusciti, dopo lunghi sforzi, a far ripartire il cuore del giovane. Il trasporto d’urgenza in elisoccorso all’ospedale Infermi di Rimini non è però bastato a invertire un quadro clinico apparso sin da subito disperato a causa della prolungata mancanza di ossigeno.
Le indagini
Sul fronte giudiziario, la Procura di Rimini ha impresso una svolta alle indagini. Il fascicolo, inizialmente aperto per lesioni gravissime, è stato ora modificato in omicidio colposo. La zona benessere della struttura rimane sotto sequestro, mentre i carabinieri di Novafeltria hanno già raccolto le testimonianze di circa dieci persone tra familiari e dipendenti dell’albergo. Al centro degli accertamenti tecnici c’è lo stato dell’impianto idraulico.
Gli ispettori dello Spresal hanno consegnato una prima relazione focalizzata sulla conformazione dei bocchettoni di aspirazione. Il sospetto degli inquirenti è che mancassero le griglie di protezione o che i dispositivi di sicurezza non fossero conformi alle norme vigenti, rendendo la forza del risucchio fatale per il piccolo Matteo.


