Spari in ospedale, l’agguato sancì la rottura tra i Saltalamacchia e i Masiello

La sparatoria nell’androne dell’ospedale Pellegrini e, ancora prima, il ferimento di Vincenzo Rossi sono stati gli episodi che hanno sancito la nascita di nuove fibrillazioni ai Quartieri spagnoli dopo che, con l’uscita di Ciro Mariano, era stato siglato un accordo di divisione in aree tra i gruppi della zona, i Saltalamacchia (alleati con i Ricci), il gruppo di Antonio Esposito ‘o pallino e i Masiello di Largo Baracche. E’ quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare che ha interessato Giuseppe Iaselli, Vincenzo D’Avino e Arturo Picco.

Sullo sfondo dunque ci sono le fibrillazioni nei Quartieri Spagnoli dopo la scarcerazione nell’aprile 2018 del boss dei ‘picuozzi’. I tre giovani arrestati per avere gambizzato  Vincenzo Rossi (vicino ai Masiello) e per avere sparato contro i suoi soccorritori, all’interno dell’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli, come ribadito nel dispositivo, «hanno agito con un gesto eclatante e plateale, a scopo dimostrativo, per affermare il proprio potere criminale». La contrapposizione è così «sfociata nel ferimento di Rossi, uomo dei Masiello, cui ha fatto immediata risposta la sparatoria in ospedale di cui sono ritenuti responsabili Vincenzo D’Avino e Arturo Picco e che aveva come obiettivi persone vicine ai Saltalamacchia che avevano comunque soccorso il ferito».