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lunedì, Aprile 15, 2024
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Tenta di mettere pace tra due fidanzati, massacrato di botte a Napoli

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Una violenza sorda, cieca. Senza motivo e senza remore. E’ questa la giusta premessa per raccontare quanto accaduto questa mattina nel ‘cuore’ di Napoli dove un 33enne, Yassine Berrahoui, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. L’accusa a suo carico poteva essere ben altra se non fossero intervenuti a bloccarlo e ad ammanettarlo gli uomini dell’Ufficio Prevenzione generale della questura (guidati dal dirigente Francesca Fava). Gli agenti, coadiuvati dai colleghi del commissariato Dante, hanno arrestato l’uomo per aver colpito ripetutamente al volto uno srilankese dopo che quest’ultimo aveva cercato, insieme ad un amico, di mettere pace tra Berrahoui (marocchino residente negli Stati Uniti) e la sua compagna notando la violenza con cui il primo strattonava la donna.

L’intervento degli agenti dell’Upg

Un pestaggio brutale con la vittima che è finita dritta in ospedale dove è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. Tutto accade quando Berrahoui e sua moglie dopo una lite in piazza Bellini decidono di far ritorno a casa: il loro litigio, alquanto animato, viene notato nei pressi del Museo Nazionale da due srilankesi che stavano passando in quel momento. Secondo la ricostruzione operata dagli agenti, anche grazie all’ausilio di un testimone, i due cercano di far ragionare Berrahoui chiedendo alla donna se stesse bene. In quel momento il 33enne inizia ad inveire contro i due colpendo prima uno dei due amici con un calcio e poi accanendosi contro il secondo colpendolo ripetutamente con pugni alla testa. Dopo il raid ecco la fuga ma gli agenti, autentici cani da presa, grazie anche alla descrizione fornita da un testimone (lo stesso che ha lanciato l’allarme alla centrale operativa) sono riusciti a individuare Berrahoui nella vicina piazza Dante. Il testimone aveva raccontato ai poliziotti che l’aggressore indossava una canotta di colore bianco. Uno degli agenti, durante le ricerche, ha notato un uomo corpulento indossare una canotta da basket al contrario, escamotage utilizzato per nascondere le evidenti tracce ematiche presenti sul tessuto conseguenza della prima aggressione. A quel punto gli agenti hanno bloccato l’uomo e lo hanno arrestato: l’uomo, in attesa dell’udienza di convalida, dovrà rispondere di tentato omicidio. Ancora una volta provvidenziale l’intervento degli agenti che battono in lungo e in largo il centro cittadino: l’arresto infatti si è concretizzato pochi minuti dopo l’intervento delle forze dell’ordine.

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