HomeCronacaTra scarcerazioni eccellenti e nuove leve, la situazione criminale a Secondigliano

Tra scarcerazioni eccellenti e nuove leve, la situazione criminale a Secondigliano

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Un vecchio pentito diceva che “se vuoi capire la camorra napoletana devi partire da Secondigliano”. Frase sempre attuale e fortemente indicativa della situazione sul campo. Qui come altrove gli echi del passato rimbombano e ripiombano nel presente. Un presente fatto di tanti vecchi rasi che ritornano ‘in campo’ fiancheggiati da nuove leve pronte ‘alla scalata’ e ad affermarsi sul palcoscenico criminale. Da questo punto di vista non c’è territorio composito quanto Secondigliano, un quartiere nel quartiere dove in pochissimi chilometri quadrati convivono più ‘anime’ criminali.

CENTRO STORICO

Partiamo dal centro storico, già di per sè un’assoluta novità per un quartiere di periferia. Tra vico Lungo Ponte e via Dante a farla da padrona è sempre la Vanella Grassi incentrata su quattro famiglie, i Petriccione, i Mennetta, i Magnetti e gli Accurso. Un gruppo familiare divenuto clan con la terza faida, quella del 2012 allorquando i ‘vanelliani’, uniti ai Leonardi e ai Marino, ruppero con gli Abete-Abbinante di Scampia. Il clan in questi anni ha saputo resistere ad una gran mole di arresti e sequestri divenendo, paradossalmente più forte, anche a seguito della collaborazione con la giustizia di alcuni componenti del gruppo dei Leonardi e con il ridimensionamento del clan Marino ad opera di importanti arresti di suoi principali esponenti come il nipote di Gennaro ‘o mekkei’, Roberto Manganiello. Ad oggi il gruppo, seppure orfano dei suoi principali esponenti, continua a gestire gli affari attraverso il gruppo di Salvatore Petriccione junior continuando ad avere la forza necessaria per configurarsi quale gruppo criminale determinante e con una propria autonomia militare ed economica con diramazioni a Scampia (Case dei puffi, Parco dei postali) senza mai dimenticare le proprie radici criminali, via Dante, Corso Italia, via Duca degli Abruzzi, Piazza di Nocera.

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RIONE KENENDY

Se dici rione Kennedy a Secondigliano non puoi che partire dal gruppo Cesarano facente capo a Giovanni Cesarano (alias Giannin o’biond’) tornato in libertà lo scorso marzo dopo una lunga detenzione. La scarcerazione di Cesarano ha sollevato un vero e proprio rimescolamento degli equilibri camorristici in zona Rione Kennedy, Rione Berlingieri estendendosi fino al vicino Quartiere San Pietro a Patierno nonché al Rione Don Guanella, zone che fino agli arresti dei ras Antonio Bruno ‘Michelò’ e  Luigi Carella ‘a gallina, erano da considerarsi territori sotto l’influenza del clan Licciardi. La raccolta delle voci dal territorio restituisce un quadro rinnovato del clan Cesarano, il cui boss è dotato di un importante spessore criminale, capace di tornare velocemente a ricoprire un ruolo apicale e di mettere in subbuglio gli ambienti criminali in tutta l’area nord di Napoli, avvalendosi della collaborazione di soggetti gravitanti nel Rione Berlingieri.

RIONE BERLINGIERI

Il ‘gioiello della corona’ attualmente è il rione Berlingieri. Qui nei mesi scorsi una brillante operazione degli uomini del locale commissariato (guidato dal vice questore Tommaso Pintauro) ha smantellato la storica piazza di ‘Tonino 111’ al secolo Antonio Bruno (leggi qui l’articolo). Il gruppo criminale egemone attualmente ha sostituito l’egida del clan Licciardi della Masseria Cardone, facente capo alla fazione guidata dal ras Luigi Carella ‘a gallina, ultimamente colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo le ultime informative un nuovo gruppo criminale sta scalando rapidamente la gerarchia criminale ed i soggetti nell’orbita di questo sodalizio sono per la maggior parte giovani leve originari dello stesso Rione.

RIONE DEI FIORI

Il clan Di Lauro resta l’organizzazione camorristica maggiormente radicata a Secondigliano nonché la più potente economicamente e militarmente fino alle faide iniziate nel 2004 e che ne hanno sancito un notevole ridimensionamento. L’organizzazione è “familiarmente organizzata” e si fonda su vincolo di sangue, a partire dal suo fondatore Paolo Di Lauro (alias Ciruzz o’milionariocapo indiscusso – allo stato detenuto), proseguendo con i suoi nove figli maschi che, di volta in volta hanno ereditato la guida del clan e/o comunque la gestione degli affari della famiglia, tutti con ruoli apicali all’interno del sodalizio criminale. Il gruppo oggi conta una sorta di ‘reggente’ che fa le veci dei figli del boss detenuti.

CASE CELESTI

Un tempo ‘gioiello della corona’ del clan Di Lauro nonché piazza più redditizia dell’intero sud Italia, le Case celesti da sempre sono appannaggio dei Marino. Nonostante arresti e condanne, la cosca ha mostrato capacità di rigenerazione, mantenendo un ruolo nel panorama criminale napoletano. Il figlio di Gennaro Marino, Crescenzo è stato nel 2024 condannato a 10 anni di reclusione che lo hanno visto tornato  libero.

SAN PIETRO A PATIERNO

Il clan Grimaldi è un sodalizio camorristico egemone nel quartiere di San Pietro a Patierno, già roccaforte del clan Sacco-Bocchetti, ed oggi facente capo al gruppo rappresentato da Vincenzo Grimaldi, trentunenne figlio del defunto ras Carmine. Fu proprio Carmine Grimaldi a fondare l’omonimo clan allorché, in virtù di un’alleanza con il clan Licciardi della Masseria Cardone, del quale divenne referente per il quartiere appunto di San Pietro a Patierno, operò una scissione dai Sacco-Bocchetti. Tale decisione lo condusse però alla morte, quando fu vittima di un agguato di camorra nell’anno 2008, a seguito del quale le redini dell’organizzazione criminale furono prese dal figlio Vincenzo. Dopo la carcerazione del ras Paolo Esposito ‘ o porsche, attualmente sottoposto al regime carcerario del 41 Bis, il gruppo ha ripreso il controllo del territorio soprattutto attraverso lo spaccio di sostanze stupefacenti.

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