Tre ras hanno reso la Vanella il primo clan:«Siamo stati noi a renderla la più forte»

Tra i passaggi più significativi presenti nell’ultima ordinanza sui presunti fiancheggiatori del clan Di Lauro ci sono i verbali di Rosario Guarino, l’ex reggente della Vanella Grassi conosciuto come ‘Joe Banana’. Guarino ha raccontato ai magistrati la sua carriera criminale e tutte le fasi attraversate dalla Vanella tra il 2004 e la terza faida. «La mia carriera criminale è nata nel 2001, ha iniziato come spacciatore a via Lungo Ponte, via Vinello
Grassi, per conto di PETRICCIONE SALVATORE, MAGNETTl ANTONIO, GENNARO SILVESTRI, COSTANTINO SORRENTINO, LUCIO DE LUCIA. PETRICCIONE SALVATORE e MAGNETTI ANTONIO sono i miei zii, proprietari della piazza di spaccio della Vinelìa Grassi, che vendeva eroina e cocaina. Nel 2001 la Vinello Grassi faceva riferimento ai Dì LAURO, ma nessuno di loro era in quota sulla piazza della Vinello; nella piazza della Vincila è entrato in quota ANTONIO ARUTA O’BIT; a seguito della guerra del 2004, quella della scissione tra i DI LAURO e gli AMATO PAGANO e le altre famiglie, PETRICCIONE SALVATORE finì in carcere nel blitz del 7.12.2004, mentre MAGNETTI ANTONIO aveva ormai perso quel peso criminale. Nel corso della faida, mentre io ero in carcere, detenuto dall’ottobre del 2003 per spaccio sulle Case Celesti, la Vìncila era rimasta con i DI LAURO».

 

«Nella primavera del 2005, sotto gli ordini e le direttive dì MARCO Dì LAURO reggente della
famìglia DI LAURO, PICA GIUSEPPE mise dieci soci sulla piazza della VINELLA; SILVESTRI ANTONIO 0‘MENATO; CAPASSO CARLO; LOMBARDI VICNENZO 0’ CIORE; BUONO MARIO; MAGNETTI LUIGI, che era mio cugino; PETRICCIONE SALVATORE, che pure era in carcere, MENNETTA ANTONIO, che pure era in carcere; GRASSI GIUSEPPE TARANTELLA; BIAGIO CIOFFI; GlANNONE CLAUDIO; essere soci sulla piazza significa essere padroni di decidere come vendere la droga, che dovevamo prendere da MARCO DI LAURO tramite GIUSEPPE PICA o da chi capitava. I gestori della piazza erano SALVATORE FERRARA, deceduto, ed
altri. Io esco dal carcere a luglio del 2005, in affidamento ai sen-izi sociali e percepisco 250 euro a settimana datimi da CARLO CAPASSO. Non ho nessun ruolo. Finisco dall’affidamento ed avevo bisogno dì soldi ed andai da MAISTO CIRO, per lavorare sulla piazza di spaccio del RIONE DEI FIORI, io sono al corrente dì tutto ii movimento economico della VINELLA, perché ero il responsabile economico della Vinello dal 2010, dall’arresto di ACCURSO ANTONIO all’atto del mio onesto nel novembre del 2012».

In un altro passaggio Guarino spiega come la Vanella sia diventata il clan dominante a Secondigliano, Berlingieri, Perrone e San Pietro a Patierno. «Voglio specificare che io sono uno degli otto capi della VINELLA GRASSI; gli altri sette sono. MENNETTA ANTONIO, MAGNETTI FABIO, PATRJCCIONE GAETANO, RAIANO LUCA, ACCURSO ANTONIO, ACCURSO
UMBERTO, PETRICCIONE SALVATORE. Guadagnavamo tutti lo stesso. Il comando della Vanella funzionava così: prima dell’arresto di SALVATORE PETRICCIONE, essendo un soggetto storico, era lui a comandare, ma non si è allargato più di tanto. La vera espansione e la costituzione della Nuova Vincila Grassi è dovuta a me, a MENNETTA ANTONIO ed a MAGNETTI FABIO. Poi sì accodarono gli altri cinque. La decisione costitutiva della Nuova Vinelìa è stata di noi tre, ma gli altri erano soci alla pari e sì accodarono alle nostre decisioni».