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lunedì, Gennaio 17, 2022
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Il sistema Cosentino nei comuni del centrodestra


“THE Cosentino’s” parte seconda. Con i riflettori del libro bianco che, stavolta, si spostano dalla politica alla burocrazia. «Perché c’è un filo — spiega Arturo Scotto, segretario regionale di Sinistra e libertà — che lega il potere di Nicola Cosentino ai Comuni amministrati dal centrodestra nelle province di Caserta, Napoli e Salerno. È lui il regista nell’assegnazione degli incarichi tecnici». «E noi — aggiunge Enzo Amendola, segretario del Pd — chiediamo chiarezza su questo sistema trasversale che si snoda sull’asse di tre territori».

Un filo che in questo caso lega Casapesenna, Castellammare di Stabia e Scafati e che ha spinto il Partito democratico assieme a Sel a denunciare tutto pubblicamente in una conferenza che si terrà domani pomeriggio nella sede napoletana del Pd. Un filo che ha un nome e cognome, quello della dottoressa Immacolata Di Saia che, come una pallina da ping pong, rimbalza tra i tre Comuni, in qualche caso anche sdoppiandosi come avviene in questi mesi: segretario a Scafati, presidente sia dell’organismo indipendente di valutazione sia del controllo di gestione a Castellammare di Stabia dove, peraltro, è già stata segretario comunale e sempre nel corso della gestione dell’attuale sindaco Pdl Luigi Bobbio.

Perché tanta attenzione su questa signora? «La dottoressa Di Saia — scrive il parlamentare dell’Italia dei valori Nello Di Nardo in un’interrogazione al ministro dell’interno — risulta aver svolto il ruolo di segretario generale in numerosi Comuni della provincia casertana, compresi Casapesenna, San Cipriano d’Aversa e Casal di Principe, oggetto di provvedimenti di scioglimento per condizionamento camorristico da parte del Consiglio dei ministri».

Di Nardo aggiunge: «La stessa Di Saia è più volte citata nell’ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di Michele Zagaria, boss dei Casalesi arrestato a Casapesenna il 7 dicembre 2011, e dell’ex sindaco di Casapesenna Fortunato Zagaria» rispetto al quale la Di Saia è definita “persona vicina”. Di Nardo riporta altri stralci dell’ordinanza: «Il 10 febbraio 2009 la Di Saia, ex segretario a Casapesenna in seguito alla nomina a Scafati, si precipita nel municipio di Casapesenna in orario di chiusura». Si è appena dimesso il sindaco Giovanni Zara, successore di Zagaria. E Proprio Zara dichiara ai magistrati quanto riportato nell’ordinanza e ora nell’interrogazione: «Non potendo la presenza della Di Saia essere giustificata per motivi di servizio, in quanto aveva cessato le sue funzioni», la donna era andata «per mettere le carte a posto in vista dell’imminente arrivo dei commissari nominati dalla prefettura».

E ora il segretario regionale del Pd Enzo Amendola accusa: «Questo è il sistema Cosentino. Un sistema che ben conosciamo e che non riguarda solo i politici che finiscono in galera ma anche i tecnici, soprattutto certi tecnici che rientrano in tutte le partite dei Comuni di centrodestra, da Casepesenna a Scafati passando per Castellammare».

Ottavio Lucarelli
(repubblica.it)

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