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Oltre 30mila nuovi casi di tumore in un solo anno


Oltre 30mila nuovi casi di tumore in un solo anno. Il dossier elaborato dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dall’Associazione italiana registri tumori (Airtum) traccia una fotografia impietosa della salute in Campania: secondo le stime degli esperti, infatti, nel 2012 si sono ammalate circa 500 persone in più rispetto al 2011. Le patologie maggiormente diffuse riguardano fegato, polmoni, colon-retto, mammella e prostata. E la cultura della prevenzione non è ancora radicata come al Nord, dove la massiccia adesione alle campagne di screening consente di individuare le malattie allo stadio iniziale e di mettere in campo terapie più efficaci.
Ce n’è abbastanza, dicono i medici per l’ambiente, per stare in guardia e correre ai ripari. A lanciare l’allarme è l’oncologo Antonio Marfella, responsabile dell’Isde: «Stiamo perdendo la nostra battaglia contro il cancro – avverte – Questa malattia si diffonde con un’incidenza del 4 per cento l’anno e il costo delle cure dal 2002 è aumentato del 400 per cento. Entro il 2016 è prevista l’introduzione di 85 nuovi farmaci, costosissimi, per la cura dei pazienti. Di questo passo il servizio sanitario non potrà reggere». Da qui l’importanza della prevenzione: «Si tratta di una sfida cruciale. Bisogna investire tutte le energie nella lotta al fumo, nella difesa dei territori, nella tutela dell’ambiente dai rifiuti tossici e industriali. In questo modo sarà possibile arginare l’avanzata dei tumori». Ma la strada appare in salita: «Oggi tantissimi giovani si ammalano e anche chi guarisce in realtà è sempre a rischio e si trova in una condizione di debolezza rispetto agli altri individui. Ecco perché dobbiamo unire le forze puntando sulla riqualificazione ambientale attraverso le bonifiche». Marfella non risparmia critiche alla politica: «La cancellazione del dipartimento di prevenzione e la conseguente nascita delle Arpa non ha prodotto i frutti sperati. Anzi, i controlli si sono in molti casi ridotti e ciò non ha fatto altro che aggravare la situazione».
Le preoccupazioni dei medici per l’ambiente, che in Italia e in particolare al Sud stanno svolgendo un’attività di monitoraggio su richiesta di associazioni e istituzioni pubbliche, sono condivise dalla comunità scientifica. Nelle scorse settimane il direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia, l’oncologo napoletano Antonio Giordano, ha promosso un manifesto-appello che è stato sottoscritto da quasi 500 tra ricercatori e intellettuali, impegnati da una parte all’altra dell’oceano Atlantico. Tra questi figura Vincenzo Arcobelli, coordinatore del Ctim (Comitato tricolore per gli italiani nel mondo) nel Nord America: «È necessario estirpare al più presto dalle nostre terre del bel Mezzogiorno d’Italia il cancro della illegalità, della distruzione della salute dei cittadini e di quel patrimonio naturale ed ambientale causato dal business dei rifiuti tossici – sottolinea – Siamo pronti a fare la nostra parte per contribuire a cambiare la mentalità ed il modo di agire di pezzi della popolazione, mettendo in primo luogo sempre gli interessi delle comunità e la salvaguardia della loro salute». Proprio per sensibilizzare le istituzioni rispetto al problema dei rifiuti tossici e delle patologie tumorali medici e ricercatori hanno lanciato una petizione on line (il link per firmare è http://www.campaniaterradiveleni.com /firma.html#): la sfida è raccogliere migliaia di adesioni da consegnare simbolicamente ai rappresentanti istituzionali e amministrativi con un preciso messaggio: «Non voteremo politici e parlamentari che non fanno il proprio dovere per difendere la salute dei cittadini. E invitiamo gli elettori a fare lo stesso».


Gerardo Ausiello
Il Mattino il 28/09/2012

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