La notizia è questa: in tempi di crisi, c’è chi assume, la Juventus. La società bianconera – come riporta il suo sito – cerca personale. Le offerte di lavoro riguardano esperti di marketing, di web, di international business development. Sul sito della Juve vengono precisate le figure professionali che il club va cercando, in tutto una dozzina. Si va da posizioni lavorative a tempo indeterminato a offerte per contratti a tempo determinato, part time, stage.
Non c’è nulla da dire sotto questo punto di vista: alla Juventus sanno come si fa impresa. Se hanno n fatturato che è il triplo di quello del Napoli c’è da dire che non si tratta di soldi piovuti dal cielo. La Juve è la sola società di primo piano in Italia proprietaria dello stadio. E continua ad investire, sia in infrastrutture che in risorse umane.
Invece di piangersi addosso il presidente del Napoli dovrebbe seguire questo esempio. Vero, alla Juve partono da una base superiore: il numero di tifosi è decisamente superiore a quello del Napoli. Il brand, di conseguenza, anche grazie alle vittorie sportive conseguite nel corso degli anni, vale molto di più. Ma alla Juventus non si fermano, vanno avanti. Lo stadio lo hanno fatto, con tutte le agevolazioni possibili ed immaginabili, ma lo hanno fatto, attingendo a soldi propri. Hanno creato a Vinovo un centro sportivo che è all’avanguardia, e continuano ad investre. Anche e soprattutto in risorse umane. Non soloc’è stato un enorme afflusso di capitali della proprietà quando si è trattato di rilanciare il progetto (chiamasi rischio di impresa, un qualcosa che De Laurentiis non conosce affatto), ma adesso continuano ad investire.
Qual è la situazione del Napoli? Lo stadio, lasciamo perdere lo stadio. Non esiste un centro sportivo per le squadre giovanili, anzi, la verità è che con buona pace dei grandi sforzi che sta facendo Grava in questi anni, non esiste un settore giovanile (ed è un errore gravissimo anche dal punto di vista economico). La società è a condizione familiare. Nel consiglio di amministrazione c’è l’intera famiglia De Laurentiis, padre madre e tre figli, oltre al commercialista di famiglia). In società non c’è un direttore generale, non c’è un responsabile dell’area tecnica, non c’è un responsabile dei rapporti con la clietela (ossia coi tifosi). C’è la figura di difficile inquadramento di Formisano, che al di là della pomposa carica di “Head of Operations “ (ma che cacchio significa? Un termine in italiano no, giusto per far capire che cosa fa, o forse l’intenzione è proprio quella di nascindere che non fa nulla?) si occupa di tutto. Con risultato che, non per colpa sua, sono sotto gli occhi di tutti. Non per colpa sua perché per tutta evidenza di marketing poco o nulla, non essendo mai stato il suo settore. In società alla Juventus, solo a livello di management, senza avere alcuna funzione sportiva, ci sono 13 capodipartimenti, con relativi sottoposti.
Ora i risultati sportivi possono anche essere frutto del caso. Quelli economici no. Per far crescere il fatturato serve investire negli uomini. Fin quando De Laurentiis non lo farà il fatturato strutturato del Napoli sarà sempre irrisorio. E di conseguenza non ha il diritto di lamentarsi di nulla. Magari, lo speriamo, e siamo convinti che la cosa sia possibile, addirittura probabili, il Napoli vincerà lo scudetto: ma a livello societario è a distanza abissale dalla Juve, e arranca dietro la quasi totalità delle squadre italiane, qualcuna anche di serie B.
di Liberato Ferrara su www.persemprenapoli.it


