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lunedì, Maggio 16, 2022
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«REFERENDUM, NO AD UN FEDERALISMO FALSO E DISCRIMINANTE»


«Non conosco il Sig. Flavio Felice ne conosco i suoi trascorsi politici, di questo me ne scuso anticipatamente, ma dal momento che si dichiara essere in ottima compagnia citando il famoso costituzionalista dei DS Barbera, circa la necessita di emendare la Costituzione, ripristinando le ragioni non certo i contesti storici, che portarono alla sua nascita.,credo che egli confonde, non so se volutamente,le questioni che affronta nel suo ragionamento. Procediamo con ordine,non solo Barbera,ma moltissimi altri costituzionalisti affermano che la Costituzione non è intangibile, ma anzi è necessaria riformarla e aggiornarla anche rispetto al contesto nel quale siamo pienamente integrati e impegnati a riscrivere regole condivise, cioè quello Europeo.

Per riscriverle queste regole però,non lo si può fare a colpi di maggioranza.Se il Centrosinistra ha commesso un errore riformando il Titolo V, non si rimedia con un’altro errore riscrivendo 53 articoli,con una sola parte politica come ha fatto Berlusconi e la sua Maggioranza.
Secondo è un errore grossolano, quello di attribuire alla Costituzione, l’ingovernabilità del Paese, dal 1948 ad oggi. Innanzitutto perchè se ciò è avvenuto questo non è dipeso dalla Costituzione bensì dalla legge elettorale che ai tempi del pentapartito e del consociativismo operava con la conventio ad escludendum tenendo sempre operante il Fattore K (cioè la presenza in Italia, paese dell’Alleanza Atlantica e della Nato, del più forte Partito Comunista d’occidente. Da questo punto di vista anzi ha assicurato stabilità, è vero che i governi avevano vita breve ma la stabilità consisteva nell’esclusione dei Comunisti dal Governo ,quando il loro coinvolgimento diede vita a quella fase politica che fu definita ” compromesso storico ” fu rapito e ucciso Moro che ne fu l’ispiratore ecc. ecc. ma questa è la storia politica dell’Italia negli ultimi decenni.

Per ritornare alla Costituzione e alla necessità di dirimere le controversie tra lo Stato e le Regioni e fra queste e gli enti locali, ogni futura modifica legata alle nuove esigenze dello Stato e della società bisogna che essa avvengano in coerenza con i principi e i valori della Costituzione, e che ciò sia sostenuto da un vasto consenso della società civile dalle forze sociali e a larghissima maggioranza approvata dal Parlamento, confermata poi dai cittadini con il referendum.

Intanto bisogna dire No a questa riforma dettato sotto ricatto della Lega Nord per questioni politiche interne alla Cdl, poi dopo, e solo dopo caro Sig. Flavio Felice, ci si siede intorno ad un tavolo attraverso una vera Assemblea Costituente composta da Giuristi, Costituzionalisti e rappresentanti del Centrodestra e Centrosinistra e si mette mano con ragionevolezza ai Poteri del Presidente della Repubblica,a quelli del Presidente del Consiglio, alle funzioni di Camera e Senato, agli equilibri dei poteri tra Parlamento e Premier,al modo di legiferare e approvare leggi, Al Consiglio Superiore della Magistratura,alla Corte Costituzionale ecc.ecc.

Intanto l’Italia deve essere una e indivisibile,dove i diritti e i doveri sono uguali per tutti i cittadini, dove la solidarietà sia un valore fondamentale,dove il Federalismo sia un modo per avvicinare i Cittadini agli Enti Locali e allo Stato il cui costo finanziario della riforma non sia altissimo e che non venga scaricato sui cittadini contribuenti,e che non vada a vantaggio del ricco e opulento Nord rispetto al povero e disastato Sud. La scuola , la Salute e la cura, la formazione , l’assistenza e la sicurezza siano accessibile a tutti, gestiti da ciascuna Regione, e non Venti,nella garanzia di parità di prestazioni e di diritti a tutti gli italiani. Ecco il nostro No convinto ad una riforma senza dialogo, No a diritti diseguali, No a nuovi costi per i cittadini, No ad un federalismo falso, No a una politica dai costi eccessivi».


STEFANO PANICO
La Margherita – Qualiano

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