21.1 C
Napoli
sabato, Maggio 21, 2022
- Pubblicità -
- Pubblicità -

NAPOLANO (DS): «DRAMMA RIFIUTI, IL SILENZIO COMPLICE DEI PARTITI»


«Credo sia necessario, in merito alla questione rifiuti-discariche chiarire alcuni punti, visto che mi rendo conto che ogni volta che affrontiamo questo problema relativamente all’area nord di Napoli, si usano risposte e si prendono posizioni molto generaliste e che non tengono conto in alcun modo della realtà della quale stiamo parlando, né tantomeno delle richieste che vengono dalla popolazione del luogo, omologando il tutto alla classica frase: ‘ bisogna risolvere l’emergenza, nessuno vuole i rifiuti e tutti li vorrebbero nel giardino del vicino’. Non è così per quanto ci riguarda.

Ciò avviene anche perché l’attenzione delle forze politiche è rivolta solo alla nobile e difficile funzione di gestire il quotidiano, e alla meno nobile attenzione all’affare rifiuti.
Per brevità darò solo qualche cenno storico, il materiale documentale è a disposizione. Già la commissione antimafia presieduta dal nostro Gerardo Chiaromonte definiva il triangolo Giugliano-Qualiano-Villaricca come “… l’epicentro dello smaltimento di rifiuti tossici e nocivi, gestiti dalla camorra e provenienti da altre zone del Paese”. All’inizio degli anni novanta la magistratura e le inchieste giornalistiche mettono a nudo un problema di dimensioni spaventose: si scoprono nella nostra zona una enormità di siti di smaltimento di rifiuti tossici provenienti dalla Lombardia, Liguria, Veneto e Toscana. Arresti, sequestri e quant’altro erano all’ordine del giorno. Il primo libro sulle ecomafie edito dagli Editori Riuniti, dedica all’area Giuglianese interi capitoli (tutti i rapporti annuali sulle Ecomafie hanno continuato a dare alla nostra zona tale centralità). Nel libro citato si parlava di gravi rischi per la salute della popolazione, ma le risposte istituzionali furono che finché ciò non era dimostrato secondo un protocollo di ricerca, chi lo diceva era passibile di denuncia.



Già da allora (1994) nacquero movimenti antidiscarica sul posto che, guarda caso, rivendicavano di bandire le discariche come metodo di smaltimento e di passare agli impianti tecnologici (termovalorizzatore) e alla riduzione dei rifiuti mediante raccolta differenziata (anche in ottemperanza alla legge 10). Quindi una coscienza popolare che non andava contro tutto e tutti. Seguirono minacce al sottoscritto e ad altri con la fatidica frase ‘a munnezz’ port ‘ i soldi’. Ma siamo andati avanti.


Quando poi c’è stato il disastroso piano Rastrelli, non siamo scesi in piazza contro la localizzazione degli impianti Cdr, ma per chiederne la messa a norma, individuando vari punti (ben 9) di difformità (Paolucci è al corrente perché con lui vi furono vari incontri), cariche della polizia e solite frasi di circostanza.
Quando si localizzarono delle discariche in località “tre ponti”-ASI scendemmo in piazza per chiedere la trasparenza sulla gestione e la effettiva messa a norma. Non ci sbagliavamo, oggi è in corso un’inchiesta perché in quelle discariche autorizzate e ‘non nocive’ per le istituzioni, i lavori di impermeabilizzazione e canalizzazione del percolato, come la raccolta del biogas non erano stati eseguiti. Risultato: falde acquifere inquinate in modo disastroso (possiamo fornire i dati o basta chiederli all’ARPAC), con quell’acqua si irrigano i frutteti e la frutta finisce sulla nostra tavola; esplosione continua dei pozzi artesiani grazie al biogas. Contro l’apertura di 7 Cainate, una megadiscarica per la FOS, oltre i deplorevoli aspetti di speculazione politica e non solo, l’avversione nasceva sia per la qualità della FOS che per salvaguardare una zona in cui risultavano ritrovamenti archeologici, e in più vi era stato un protocollo con il ministro Ronchi in base al quale nessun nuovo impianto sarebbe nato nella zona. Si tenga conto che 7 Cainate è una zona bellissima in prossimità della costa Domitiana.

Nel frattempo però siamo riusciti ad ottenere che finalmente vi fosse una indagine epidemiologica-ambientale, anche perché avevamo ormai la consapevolezza che l’aumento dei tumori era nei fatti, soprattutto in località Qualiano-Villaricca 2. L’Istituto Superiore di Sanità, sezione Epidemiologie Ambientali, diretta dal Prof. Comba, svolge un’indagine seguendo un protocollo scientifico. I risultati pubblicati l’anno scorso dicono, in sintesi, che in area Qualiano Giugliano Villaricca vi è un aumento dei tumori legati a patologie ambientali del 20% in più rispetto al valore nazionale, e che in area Qualiano Villaricca2, nonché a ridosso della zona ASI Giugliano-Qualiano (dove sono concentrate oltre 20 discariche), la percentuale tocca punte prossime al 50%. L’indagine è stata pubblicata, oltre che da una rivista scientifica (Epidemiologie & Prevenzione), da giornali di rilevanza nazionale: La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Mattino, Cronache di Napoli, ecc…. Forse erano tutti un po’ disattenti.
Non vi è più famiglia del nostro territorio che non abbia un parente in chemio o già deceduto per tumore. E’ appena immaginabile, per chi non vive in queste zone, lo stato psicologico delle persone, basta una semplice emicrania per richiedere una TAC ( a volte provvidenziale per cogliere in tempo il male).
Nel frattempo le attività ecomafiose continuano, bruciano ogni sera nelle campagne a ridosso della circumvallazione falò di pneumatici come combustibili per rifiuti di ogni genere (documentato dalla magistratura e dalla RAI in Primo Piano). Appena l’anno scorso, al confine con la discarica individuata dal Dr. Catenacci, è stato sequestrato un sito in cui si smaltivano rifiuti provenienti dal Veneto dalla ESA Vernici, e sempre ironia della sorte tale discarica è localizzata sul confine Villaricca2-Qualiano.
Capisco che danno fastidio i cumuli di immondizia per strada, ma credimi da molto più fastidio camminare per strada e leggere i nomi e l’età dei decessi sui manifesti, o prendere un caffè al bar e sapere che anche tizio o anche caio è stato colpito.



Cosa si chiede ad un partito che è presente in tutti i livelli istituzionali di governo (Comuni, Provincia, Regione, Governo Nazionale)?

Capire le ragioni di chi protesta: il ciclo integrato dei rifiuti (raccolta differenziata, CDR, Termovalorizzatore) è per noi una liberazione, ma siamo stanchi di sentircelo solo ripetere con i bla-bla-bla di assessori, ministri e commissari.

Se si usa tanta determinazione nell’imporre le discariche, vogliamo la stessa determinazione su:



• Monitoraggio ambientale-sanitario della zona, con obiettivo di rientrare con le malattie ambientali almeno nei parametri nazionali;

• Piano di bonifica di tutti i siti (autorizzati e abusivi, rifiuti tossici o solidi urbani ) individuati negli ultimi 15 anni, con la inertizzazione dei siti tossici;

• Controllo del territorio con un piano convergente tra Finanza e NOE per sradicare il fenomeno Ecomafioso;

• Piano di riqualificazione che parta dalla fascia costiera fino all’entroterra anche per ‘risarcire’ (per quanto possibile) una zona che ha dato e sta dando anche in termini di vite umane.



Un partito che può godere di una posizione privilegiata di governo, deve presentarsi con un piano che guardi a queste quattro questioni fondamentali, e di fronte a un territorio che vive un’emergenza sanitaria drammatica coperta da una vergognosa omertà istituzionale, si sospendano tutti gli interventi finché non avremo chiarezza sui modi e tempi di attuazione. Bisogna capire inoltre come mai ASL, ARPAC, Bacino NA2, non forniscono o non hanno dati. Esisteranno pure delle responsabilità. Basta chiedere ad un oncologo del Pascale o del Monaldi, o agli ospedali di Milano e Bologna dove conoscono ormai bene le nostre patologie, per capire che il fenomeno è esteso al punto che forse non sarebbe stata neanche necessaria l’indagine per intervenire.


Non siamo quelli che vogliono l’immondizia nel giardino del vicino. Possibile che in oltre 15 anni di disastri ambientali, il nostro partito non abbia mai avuto la sensibilità di andare oltre la richiesta di ospitare discariche? Sto tornando adesso da un presidio sul sito, la gente chiede queste cose. Erano in tanti a dire: aprissero anche un’altra discarica, ma ci dicessero per quanto tempo ancora e come intendono risanare la zona. E credimi non servono più protocolli di intesa, ne abbiamo cassetti pieni, anche Catenacci ne aveva firmato uno con cui si diceva che dopo 7 Cainate non avrebbe autorizzato nient’altro.

Per documentazione video, fotografica e giornalistica su quanto detto, siamo a disposizione».




SALVATORE NAPOLANO
Ds- Qualiano





Questa lettera è stata inviata da Napolano al segretario provinciale della Quercia, Maria Fortuna Incostante

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.

- Pubblicità -
- Pubblicità -spot_img

Ultime Notizie

Hannibal non dà tregua all’Italia, temperature ‘di fuoco’ fino alla prossima settimana

Hannibal non dà tregua: previsioni meteo con caldo torrido. Sarà una domenica più tipica di luglio che di maggio a livello...
- Pubblicità -

Nella stessa categoria