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mercoledì, Maggio 18, 2022
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TROPPO STERILE E SEMPLICE LA DICOTOMIA: NAPOLI, CITTÀ PERDUTA – NAPOLI TUTTO VA BENE.


Napoli, è vero, ha grandi e gravi problemi e vive enormi difficoltà ma essi non sono insormontabili possono essere avviati a soluzione ; è necessario attivare piani strategici dare organicità alla realtà sociale utilizzando tutte le componenti presenti sul territorio: dalla popolazione alle istituzioni.
Ho letto sia l’inchiesta dal titolo “Napoli Perduta” pubblicata sul periodico “L’Espresso” che il libro scritto da Roberto Saviano intitolato “Gomorra”
Entrambe le pubblicazioni provocano nel lettore un moto di turbamento in quanto, a mio parere, trattano la realtà di Napoli esacerbandone le problematiche senza lasciar intravedere alcuna possibilità di riscatto e precludendole ogni possibilità di fuoriuscita dall’attuale realtà .
La realtà napoletana è senz’altro difficile e complessa eppure sono fiducioso acchè essa, con l’impegno ed il contributo dei cittadini , delle forze politiche rinnovate, delle istituzioni, dei Sindacati , delle forze dell’ordine e della Magistratura può migliorare; a condizione però che tutti decidano di scrivere un “libro nuovo”, una pagina di storia diversa e migliore secernendo il grano dall’oglio.
Che la situazione di Napoli e provincia abbia raggiunto un punto limite è un dato di fatto; che tutti individuano degli interventi sensati da attivare è altrettanto vero. Il limite è che il dibattito è falsato e langue; le responsabilità non vengono fuori e la situazione ha raggiunto il punto limite, il punto di non ritorno.
Vi sono alcuni problemi che vanno affrontati con priorità assoluta e sono:
-controllo del territorio;
-rifiuti;
-occupazione e sviluppo.
Questa triade è rappresentata da problemi concatenati tra loro che richiedono l’impegno permanente, costante e tenace delle forze indicate in premessa, tutte agenti in unica direzione, in un’azione coordinata verso un solo obiettivo: innalzare il livello di vivibilità e di sicurezza della città e dell’intera provincia.
Amministrare 1.100.000 abitanti della città e far fronte a 3.100.000 abitanti della provincia non è né facile né semplice, soprattutto quando intere zone hanno una densità abitativa elevatissima, che porta : disgregazione sociale e degrado..
Controllo del territorio:
chiedersi quali difficoltà incontrino il Sindaco ed il Presidente dell’Amministrazione Provinciale è importante, ma direi parziale e limitante. A Napoli e Provincia vi è bisogno di dislocare diversamente le forze dell’ordine; non si può presidiare solo il quadrilatero cittadino ed al massimo un Kmq di territorio, bisogna distribuire le forze dell’ordine nelle aree periferiche per evitare che la malavita organizzata e le baby gangs arrivino in città mettendola a soqquadro. Per un reale controllo del territorio è necessario un piano organico ed articolato che investa la famiglia, la scuola, le Asl ; decisiva è la trasparenza degli atti amministrativi.Il ruolo della stampa è fondamentale.
Le marce ed i dibattiti , così come sono organizzati, sono importanti ma incidono poco sulla realtà se poi tutto continua come prima o peggio di prima.
Le forze politiche dovrebbero riflettere sul numero esorbitante dei Consigli Comunali sciolti per infiltrazioni camorristiche e sul numero delle Commissioni di accesso impegnate nel controllo degli atti amministrativi e comportarsi con maggiore rigore nella scelta dei canditati a ricoprire incarichi di partito ed istituzionali.
I Rifiuti:
battaglia immane, emergenza continua, il tributo più alto d’Italia; la camorra che fa affari d’oro con i rifiuti normali e soprattutto con quelli tossici e nocivi. Vi sono intere aree inquinate.
Lo sperpero di denaro pubblico, malgrado i poteri speciali, è stato enorme: Acquisto di automezzi per la raccolta differenziata che però resta ferma all’8%; consulenze che in 2 anni sono costate circa 9 milioni di Euro .Dopo 13 anni di poteri speciali , siamo al punto di partenza : le discariche.
Un fallimento. In questa campo si continua con i poteri speciali che vengono utilizzati come?

“Occupazione e sviluppo”
Sono state investite enormi risorse dal 1987 al 2006 che hanno prodotto una crescita pari all’0,17% cioè nulla. Vi sono imprenditori che rifiutano di investire in alcune particolari aree ASI della provincia di Napoli per mancanza di controllo del territorio da parte dello Stato In queste aree la malavita organizzata, a volte, ha sostituito lo Stato, con la velocità di chi non deve rispettare regole e leggi. Infine, a mio parere, il libro e l’indagine sono realistici ma esaminano la realtà napoletana in maniera troppo pessimistica non lasciando intravedere alcuna possibilità di riscatto , né di fuoriuscita dal baratro in cui Napoli e la sua provincia stanno cadendo sempre più., ciò può determinare nei cittadini onesti ( che sono la stragrande maggioranza) la sfiducia più totale; l’abbandono di ogni speranza di miglioramento tanto “NAPOLI E’ PERDUTA”.
La borghesia e gli intellettuali devono ritornare a svolgere un ruolo positivo perché determinante è il suo contributo per la crescita culturale della città.
Le forze politiche, che hanno un potere enorme, sono diventate dei gusci vuoti, senza regole, violano costantemente gli statuti che esse stesse si sono dati mentre sarebbe necessario arginare la malavita organizzata selezionando la classe dirigente non solo sulla base dei consensi elettorali ma anche per moralità, qualità e preparazione intellettuale e politica.
Le istituzioni devono tornare a diventare delle case di vetro in cui i cittadini possono guardare e nel contempo rispecchiarsi; devono diventare- le istituzioni-i primi presidi della democrazia e punto di riferimento per la popolazione tutta-.
Infine, è’ stato avanzata ,da parte di alcuni magistrati, richiesta al capo dello Stato di avere carta per scrivere sentenze . E’ allucinante. E’ fuori da ogni logica. Il Ministro della giustizia dovrebbe rapidamente intervenire per rafforzare gli organici dei magistrati e dell’apparato amministrativo e soprattutto non far mancare loro gli strumenti necessari per un buon e rapido funzionamento della macchina giudiziaria.
Sono questi alcuni elementi su cui ragionare.
Bisogna rifuggire sia dal catastrofismo sia dell’opposto “Tutto va bene”. Napoli e la sua provincia vivono uno dei momenti più terribili, difficile e complessi della loro storia ma con l’impegno di tutti è possibile uscirne fuori a testa alta. Basta volerlo, crederci, lottare. Le risorse ci sono, basta cercarle e convogliarle verso un unico obiettivo: La rinascita di Napoli e della provincia.

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