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mercoledì, Maggio 18, 2022
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GIUGLIANO CITTA’ DELLE PESCHE E DELLA MELANNURCA. OGGI «PATTUMIERA» D’ITALIA


Un terzo di tutti i rifiuti urbani misti prodotti in un anno in Campania smaltiti in discariche legali nel territorio giuglianese, è pari a circa 800000 t. (fonte Arpac 2003) . Al 2003 sono stati recensiti 37 siti di abbandono illegale di rifiuti, 27 dei quali pericolosi e/o tossici (fonte Arpac e Lega Ambiente), contenenti anche cadmio, diossina, mercurio, arsenico, piombo e amianto (tutti cancerogeni) spesso provenienti dal nord Italia (fonte operazione Cassiopea 2001).
A Giugliano la discarica “tritaschifezze” (CDR), già sequestrata perchè non a norma è stata recentemente riaperta e nuove cave vengono reclutate per sversare i futuri rifiuti di tutta l’area Napoli nord e Napoli città (discarica via ripuaria Villaricca), nonostante il commissario Catenacci avesse assicurato alla popolazione del giuglianese, che non avrebbe mai più autorizzato l’ apertura di una nuova discarica sul nostro territorio. In Campania non c’è a tutt’oggi nessun altro tipo di impianto se non le discariche. Nessuna “fabbrica” per il riciclaggio della raccolta differenziata. Smaltire i rifiuti tossici (per esempio residui di verniciature e solventi) in Campania costa meno della metà che farlo normalmente (indagini procura di Nola, Napoli, S.M.Capuavetere). Il frequente elevarsi di colonne di fumo nero e denso nel cielo del giuglianese, per cui è chiamata anche “Terra dei Fuochi”, è dovuto all’illegale disfarsi di materiali tossici (solventi, scarti industriali) nonché pneumatici. Ettari ed ettari di frutteti ridotti a sversatoi illegali di fanghi industriali e liquami tossici grazie al connubio tra contadini ignari e ignoranti e affaristi senza scrupoli.

Tutto è contaminato. Dai siti abusivi tossici e da quelli legali ma non bonificati gli agenti nocivi, velenosi e cancerogeni arrivano all’uomo tramite le falde acquifere, il suolo, i prodotti agricoli, frutta, ortaggi e l’aria. Nell’area giuglianese (Giugliano, Villaricca, Qualiano) detto “Triangolo della morte”, la mortalità per tumori (fegato, vescica, laringe, encefalo, polmone e pleura), leucemie, malformazioni congenite, malattie cardiovascolari è significativamente più elevata che nel resto della regione Campania (fonte: Istituto Superiore Sanità 2004) è più elevata che nel resto d’Italia. Stiamo assistendo all’incremento di tumori che fino a qualche anno addietro erano considerati rari, come ad esempio le neoplasie del pancreas. Sicuramente, come ha spiegato più volte il prof. Giuseppe Comella, primario oncologo dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli “G. Pascale”: «l’inquinamento dei terreni e delle falde freatiche da parte di questi rifiuti è alla base di un impatto ambientale che favorisce l’insorgenza delle neoplasie». La diossina è entrata a far parte stabilmente della catena alimentare, contaminando anche il latte materno. Le malattie su base allergica hanno avuto negli ultimi anni un incremento notevole.

Le colpe. Dal 1994 la Campania è stata dichiarata dal governo “in stato emergenza rifiuti” dal commissario straordinario. Il disastro non è avvenuto per caso. Da 12 anni il commissario straordinario delegato dal governo ha operato in deroga alla legge e ai principi dell’Unione Europea: anziché attivare primariamente e incrementare la raccolta differenziata e il riciclaggio delle materie, è partito dai CDR, quindi più rifiuti più guadagno per chi gestisce lo smaltimento. Nell’area giuglianese, la raccolta differenziata che pure era iniziata e cominciava a dare i suoi frutti è stata soppressa a differenza di altri comuni de territorio. Perche? Per tutto questo il governo e il comissario straordinario sono gia stati denunziati alla Commissione Ambientale dell’Unione Europea dal Comitato Giuridico Difesa Ecologica (associazione no profit di magistrati e professori universitari di Napoli). Da Bruxelles hanno spedito all’Italia 4 procedure di infrazione per aver contravvenuto alle norme comunitarie ambientali: tre in materia di discariche per la Campania. Il Ministro dell’Ambiente ha recentemente bloccato il via libera ai termovalorizzatori, “ferri vecchi” senza raccolta differenziata, da ubicare poi in aree ad alta densità abitativa con ulteriore e ancora più nocivo inquinamento (vedi Pm 10, Pm 2.5, Pm 0.1). Con gli inceneritori, senza adeguata raccolta differenziata passeremo dalla padella alla brace. Ci sono 2.300 Lsu pagati dalla regione, rimasti inutilizzati per dieci anni, cui non si sa bene che lavoro affidare. Ci sono 180 tra consulenti e esperti pagati migliaia di euro l’anno, compreso servizi a cinque stelle che non hanno risolto un bel nulla. Le amministrazioni comunali,gli enti locali e chi predisposti gestiscono male o per niente il problema, non c’è il controllo pubblico su un settore cosi delicato in mano a privatizzazione selvaggia. Attenzione: non si sta parlando di casi di “corruzione” di pubblici ufficiali, casi che probabilmente si sono anche verificati, beninteso! Stiamo parlando di qualcosa di più diffuso: di amministratori pubblici disattenti, di personale che non presta attenzione alla documentazione che passa sulla propria scrivania, che non si dedica al controllo che tutto sia in regola, che non attende altro che l’orario di timbratura dell’uscita. L’informazione, vera e utile, sui giornali è zero: dove sono giornalisti d’inchiesta? Dove scrivono? Solo da poco l’attività giudiziaria ha elevato il livello di guardia. Le pene sono ancora incongrue per questi tipi di delitti. I cittadini dormono su guanciali di “immondizia” e il senso civico di ognuno scompare oltre l’uscio della propria casa.

Cosa fare. Il cittadino comune può indignarsi per il servizio (non) reso dagli enti locali, regione, commissario straordinario e governo, ma non può isolarsi. Si deve comunicare il disagio, raccogliere informazioni, controinformazioni, organizzarsi in gruppi di studio e di movimento civile che analizzino varie tematiche del proprio territorio per proporre alle amministrazioni locali progetti alternativi per la salvaguardia e il rilancio del territorio anche in veste turistica e culturale (per esempio cosa fare delle rimanenti e numerose cave presenti sul territorio giuglianese? Diventeranno altri sversatoi di veleni?). Si deve al più presto iniziare la raccolta differenziata, e i comuni lo devono fare per decreto entro 30 giorni, con la garanzia però che le materie restino separate fino all’arrivo per poi essere riciclate. Trattare con cura gli argomenti legati all’ambiente nelle scuole, utilizzando il motto: “usa, riusa, ricicla”.
Finalmente l’ordinanza antiemergenza per la raccolta differenziata del Consiglio dei Ministri del 30 giugno 2006, prevede sanzioni contro i comuni inadempienti e il compito di verifica è ora affidato al generale Jucci. Per i consorzi inadempienti scattera’ il commissariamento. Sono stati stanziati 43 milioni di euro per la Campania, ma bisognerà aspettare anni per vedere realizzati tutti gli impianti che servono alla regione per completare il ciclo. C’è un appalto di 4 miliardi e mezzo di euro per gestire nei prossimi 20 anni l’affare rifiuti, ma non ci sono aspiranti: il 31 maggio 2006 la gara è andata deserta. La bonifica dei terreni inquinati sta partendo ad opera del Ministero dell’Ambiente.
Ad Acerra, per esempio, è stato possibile bonificare le sorgenti di Calabricito, perchè il lavoro è stato fatto direttamente da “Sviluppo Italia”, che è un’impresa pubblica dello Stato. Il Difensore Civico della Città di Napoli invece è ancora più radicale, e chiede che le bonifiche siano fatte addirittura dal Genio Militare. A Giugliano le indagini sulla discarica “Tre Ponti” da bonificare, hanno rilevato inquinanti velenosi e cancerogeni anche al di fuori dell’area (segno che c’è stato anche uno sversamento illegale inyorno a tali siti e forse nel sito stesso). Il Ministero dell’Ambiente sembra intenzionato a dichiarare per l’area Giugliano-Villaricca-Qualiano- lo stato di “disastro ambientale”, ma i nostri amministratori non ce lo fanno sapere. E intanto il commissario Catenacci apre nuove discariche in prossimità di zone ad alta densità abitativa, così, mentre di giorno sverseranno i cosiddetti rifiuti legali, di notte cosa succederà ?
Per tutto questo non possiamo far finta di niente .

Laboratorio per le politiche sostenibili del territorio giuglianese

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