Da Rosetta Cutolo a Rosaria Pagano, passando per Maria Licciardi: storie delle ‘regine’ della camorra

Sono sempre di più le donne che vengono annoverate all’interno delle organizzazioni criminali, anche come figure apicali dei relativi sodalizi criminali. Se inizialmente la figura della donna nella criminalità organizzata era vista come un contorno, o una nota di colore, nel corso degli anni si sono moltiplicate le figure femminili decisioniste. Uno degli esempi forse più famosi è certamente quello di Rosetta Cutolo, sorella del boss sanguinario Raffaele che, durante la detenzione del fratello, fu a capo della contabilità e assunse decisioni come il capo della Nuova Camorra Organizzata.

 

Altro caso è certamente quello di Maria Licciardi che, a soli 15 anni, fu messa a capo dell’Alleanza di  Secondigliano “conquistando” il titolo di prima donna a comparire nella lista dei latitanti più pericolosi d’Italia, così come Teresa De Luca Bossa, prima mafiosa a finire al 41 bis.

 

Una lunga lista che, ad oggi, si conclude con Rosaria Pagano, sorella di Cesare e cognata di Lello Amato, divenuta reggente del clan degli Scissionisti, operante tra la periferia nord di Napoli e i comuni di Mugnano e Melito. La donna, finita in carcere lo scorso mese di gennaio, è considerata personaggio di spicco del sodalizio criminale e reggente del potere in assenza di fratello, cognato e figlio, detenuti.

 

Diverse intercettazioni hanno confermato il ruolo di assoluto rilievo della donna che, fino all’arresto, decideva in merito ad affari ed azioni da intraprendere, con l’assenso del figlio ancora minorenne che studiava da boss, ma anche lui assicurato alla giustizia per duplice omicidio.