QUALIANO – An si spacca a Qualiano. I consiglieri Antonio Ricciardiello e Nicola Marfella lasciano il partito in netta polemica con il capogruppo, Santolo Licciardiello. “Una scelta sofferta – spiegano -, il necessario ed inevitabile sbocco di una situazione insostenibile all’interno di An”. Con una relazione tutta d’attacco, senza mezze misure, spigolosa, il leader storico dell’ex Msi locale Ricciardiello si presenta al Consiglio Comunale confermando la sua uscita dal gruppo politico, unitamente al consigliere Marfella. “Unico responsabile della spaccatura – spiega quasi sofferente – è colui che ha avuto l’alto onere ed insieme l’alta responsabilità di essere il capogruppo di An in consiglio: Sandro Licciardiello. Un despota che non è riuscito ad essere all’altezza della sua responsabilità, che non è riuscito a mantenere la compattezza del gruppo, venendo meno al primo dovere di un capo e cioè mantenere l’unità”. Una sortita unilaterale. “Per demerito del capogruppo – incalza Marfella – è mancato all’interno di An la minima volontà di coinvolgere le componenti del gruppo, anche solo a livello di informazioni, nell’azione dell’esecutivo”. Sembra amareggiato, più che arrabbiato, Antonio Ricciardiello, fin dagli anni 70 segretario locale del partito di Fini. Vorrebbe non alimentare le polemiche, ma è difficile, dopo quello che è accaduto l’ altra sera in consiglio comunale, con la pubblica “sfiducia” al capogruppo Licciardiello. “La nostra uscita da An – spiega – è una scelta sofferta, dura ma necessaria per la nostra sopravvivenza politica”. Non cambia l’assetto in giunta, né traballa la poltrona del sindaco, l’unico vincitore in questa guerra di logoramento dei partiti della sua maggioranza. Nei mesi scorsi era stato il ccd ad altalenare, dopo la fuoriuscita di due consiglieri. Marfella e Ricciardiello restano quindi nella maggioranza di centrodestra, guidata dal primo cittadino Michele Schiano di Visconti. Annunciano, però, la fondazione di un nuovo gruppo consiliare, “Alleanza per Qualiano”, “in modo tale – spiegano i due transfughi – che a nessuno venga in mente di sollevare dubbi sulla nostra scelta di campo”. “Autocritica zero” da parte del capogruppo Licciardiello, destinatario delle accuse. “Avevo messo sul tavolo le mie dimissione – spiega – a seguito delle numerose divergenze: non sono state accettate. Non capisco cosa chiedano”. La guerra silenziosa tra le diverse anime del partito è roba vecchia, ormai. Erano mesi che s’inseguiva l’impossibile tentativo di trovare una mediazione.
AN SI SPACCA. MARFELLA E RICCIARDIELLO LASCIANO
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