Era il cugino di Paolo Di Lauro e conosceva tanti segreti del gruppo di via Cupa dell’Arco. Nonostante non fosse un pezzo da novanta era al corrente di quelle informazioni che avrebbero fatto molto comodo agli Scissionisti. Così Cesare Pagano durante la prima faida mise una taglia sulla sua testa: Gaetano De Pasquale doveva morire. De Pasquale fu prelevato e e portato a Varcaturo, in uno dei tanti locali in disponibilità a quel tempo di Cesare Pagano.
Quando De Gaetano arrivò lì si trovò di fronte Pagano stesso, Lucio Carriola e Vincenzo Notturno.
Il cugino di Di Lauro fu legato ad una sedia ed interrogato per ore. Pagano offrì una possibilità di salvezza all’uomo: se avesse parlato e svelato i segreti del clan di ‘miezz all’Arco, sarebbe stato riempito di soldi e trasferito in America, senza più far ritorno a Secondigliano. Niente di più falso, visto che dopo aver ‘cantato’, De Pasquale fu affogato ed il suo corpo abbandonato nel giuglianese. «Pagano disse che se parlava e svelava alcuni segreti dei Di Lauro lo avrebbe riempito di soldi e mandato in Sud America – ha riferito agli inquirenti il pentito Gennaro Notturno – A quel punto gli mostrò migliaia di euro, De Pasquale parlò, ma poi gli uomini di Pagano lo affogarono in una bacinella piena di acqua per poi gettarne il corpo in un pozzo».

