Si potranno anche sistemare “brande o materassi a terra” nelle celle sovraffollate in Toscana. Questa la soluzione, seppur “estrema e provvisoria”, indicata in una direttiva ai direttori delle carceri toscane dal Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria.
“Surreale“, commenta il segretario regionale della Uil Fp polizia penitenziaria Eleuterio Grieco, “siamo alla follia pura”, “il rispetto della dignità umana e la salute” è “costituzionalmente tutelato”, “nessuno può metterlo in discussione”. Una direttiva che “non possiamo accettare” anche perché “incide sul governo e le criticità degli istituti penitenziari” con il personale di polizia penitenziaria che “è chiamato a risponderne”.
La direttiva parte dalla constatazione che “con frequenza sempre maggiore, al momento dell’ingresso” di nuovi arrestati o fermati, “alcune direzioni esprimono il proprio diniego” ad accettarli perché mancano “posti disponibili. Questo ufficio, anche a seguito dell’improvvisa chiusura di 7 sezioni” del carcere di Sollicciano – a seguito del sequestro disposto dalla magistratura il 16 giugno per le condizioni delle celle – e del trasferimento dei detenuti che vi erano ospitati in altri penitenziari toscani, “stante l’alto indice di affollamento che interessa tutti gli istituti del distretto, non è più nelle condizioni di garantire il rispetto delle ordinarie capienze d’istituto”.
L’invito alle direzione nelle carceri
Pertanto “si ribadisce” l’invito alle direzioni di accettare i nuovi arrestati: “A tal fine utilizzeranno tutti gli spazi disponibili”, se necessario “adottando ogni iniziativa ritenuta opportuna, compresa, in via estrema, per quanto assolutamente provvisoria, la collocazione di brande o materassi a terra. Sarà cura di questo ufficio, appena avuta la comunicazione dell’avvenuta sistemazione ‘di fortuna’ dell’arrestato – conclude la direttiva -, provvedere alla regolarizzazione della situazione, individuando la soluzione organizzativa più idonea al fine di agevolare l’attività di ricezione nell’Istituto stesso o in altro Istituto limitrofo con capacità ricettiva per quanto residua, registrata nella giornata stessa“.
“Invitiamo i direttori di carcere a condurre con noi una battaglia di civiltà non accettando detenuti nei penitenziari se non ci sono posti disponibili” e “invitiamo l’autorità giudiziaria ad avviare un azione per accertare l’illecito poiché è palese e premeditata la violazione dei diritti umani”, afferma sempre Greco che, riguardo al trasferimento, previsto a scaglioni, dei circa 230 detenuti da Sollicciano per i sigilli alle celle spiega: “Dopo i primi 66 subito trasferiti i successivi 44 che dovevano partire entro fine giugno per altri penitenziari toscani sono sempre nel carcere fiorentino: il problema è sempre quello della capienza“.

