Abusi sul compagno di cella in Campania, detenuto assolto a Napoli

Accusato di abusi sessuali nei confronti del compagno di cella, il detenuto G. B. è stato assolto in Appello per non sussistenza del fatto. Una sentenza che sconfessa quella in primo grado del 31 gennaio 2019 che l’aveva condannato a 8 anni di reclusione. Nel 2017 un suo compagno di cella l’aveva accusato per due episodi di violenza sessuale che si sarebbero verificati quando i due condividevano una stanza nel carcere di Benevento. Il giudice chiamato ad esprimersi nel primo grado del processo aveva espresso una sentenza di condanna, nonostante B. avesse sempre negato ogni circostanza.

La sua versione ha invece prevalso nella seconda fase delle procedure, in cui gli avvocati chiamati a difenderlo hanno dimostrato alla Corte una serie di presunte incongruenze emerse relative alle dichiarazioni del detenuto-vittima, tali da rendere a loro parere errato il giudizio di colpevolezza. Per loro sarebbero infatti state fallaci, fatto confermato anche dall’assenza di segni di violenza emersa dalla perizia medica. In più il compagno di cella aveva anche affermato di temere delle ritorsioni dopo il presunto gesto. Secondo le sue parole, l’aggressore l’avrebbe tenuto monitorato per tutto il giorno.

Non c’è stata sodomizzazione dunque. E’ quanto sancito dal verdetto dei giudici della VI sezione penale della Corte di Appello di Napoli che hanno assolto l’imputato poiché il fatto non sussiste.