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Funerali Spasiano, l’omelia: “Il colpevole si costituisca. Qui non c’è spazio per i camorristi”

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È il giorno dell’ultimo saluto a Lorenzo Spasiano, il 21enne ucciso con un colpo di pistola in via Caprera, nel quartiere Miano di Napoli, per una lite nata per una partita di calcetto. La chiesa di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e San Gerardo è gremita di familiari, amici e residenti, riuniti per accompagnare il giovane operaio nel suo ultimo viaggio.

In tanti indossano una maglietta con la foto di Lorenzo in sella a un motorino e la scritta “Per sempre nei nostri cuori”. Un clima di profonda commozione accompagna la celebrazione, durante la quale il parroco don Salvatore Cinque ha pronunciato un’omelia intensa, rivolgendo parole alla famiglia, agli amici, all’autore dell’omicidio e all’intero quartiere. Al termine della celebrazione è stato letto anche un messaggio inviato dall’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia.

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L’omelia di Don Salvatore Cinque

«Situazione di dolore forte. Miano è un quartiere rinomato per vicende di cronaca, ma i genitori si sono presi sempre cura dei figli. La mamma, Nina, l’ha visto per l’ultima volta in quella tragica sera vedendolo dopo quello che è successo. Il padre l’ha soccorso intingendosi del suo stesso sangue. È sangue di un innocente. Quando i carabinieri mi hanno chiamato per dire che la mamma mi voleva vedere, io mi sono gelato. Io posso solo augurarle il coraggio. Mi rivolgo a te, Lorenzo, perché la tua anima è viva. Già ti vedo tra le stelle, quella del santo conosciuto per la notte delle stelle cadenti. Alla mamma Nina dico: diventa mamma coraggio, vivi insieme a tuo marito Salvatore ricordando Lorenzo. Testimonia ancora affinché il sacrificio di Lorenzo non sia vano. Agli amici di Lorenzo dico: per onorare Lorenzo non basta lo striscione, bisogna andare oltre. Basta con questa mentalità criminale. Basta. Vogliamo una Miano carica di cultura, di sport, musica e piena di valori. Non vogliamo crescere con la camorra, non c’è spazio per i camorristi qui. A te che hai compiuto quel gesto dico: convertiti e costituisciti. Non sarai mai dimenticato, Lorenzo, come tuo cugino Roberto. Sono stufo che i giovani muoiano così mentre dovrebbero essere a lavoro».

Il messaggio di Don Mimmo Battaglia

Al termine dell’omelia è stato letto il messaggio inviato dall’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, che ha espresso la sua vicinanza alla famiglia e ai giovani del quartiere: «Vi sono vicino con tutto il cuore. Nessuno potrà portarvi via il tempo passato insieme. Agli amici: non permettete che questo dolore diventi rabbia sterile. Prendetevi cura l’uno degli altri. Non possiamo restare indifferenti, ognuno di voi è prezioso. Questa città continua a contare le vittime. Responsabilità, futuro. Costruite una città dove nessun giovane debba vedere interrompersi i propri sogni. Grazie per ogni sorriso che hai donato».

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Antonio Sabbatino
Antonio Sabbatinohttp://InterNapoli.it
Iscritto all'Albo dei pubblicisti dall'ottobre 2012, ho sviluppato nel corso degli anni diverse competenze frutto dell’esperienza sul campo in ambito politico, sociale, della cronaca, sia bianca che nera. Sono stato conduttore radiofonico di programmi musicali presso Radioattiva, radio web napoletana e redattore e collaboratore di diverse testate online. Attualmente sono inviato per InterNapoli.it che rappresenta una delle realtà più dinamiche del panorama giornalistico napoletano, campano, la neonata testata Tell che approfondisce i grandi temi politico-sociali a più livelli e Comunicare il Sociale rivista specializzata di Terzo Settore. Vincitore di diversi premi giornalistici locali e nazionali, sono mosso sempre dalla curiosità: il vero sale di questo mestiere.
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