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martedì, Luglio 5, 2022
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“Acerra non deve fare la fine di Bagnoli”: il Sindaco contro il termovalorizzatore


«L’inizio delle cose negative per questo territorio ha coinciso con l’arrivo dell’inceneritore. E’ stato quello l’inizio della fine. L’avvio dei lavori per l’inceneritore ha coinciso con la chiusura della Montefibre, ‘La Doria’ che se ne va, altre fabbriche che stanno chiudendo. E’ stato quello l’inizio della fine del nostro territorio». Certo, non si può dire che il Sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ci sia andato giù leggero. Certo che no. Lettieri sembra avere le idee chiare. Per lui, il termovalorizzatore – inceneritore? – è la causa di buona parte dei mali del territorio che governa. Non si riferisce all’imbarazzante e agghiacciante aumento del tasso di mortalità per malattie tumorali. Il Sindaco collega la chiusura di molte aziende alla presenta del termovalorizzatore, un vero deterrente alla permanenza sul territorio e ai futuri investimenti. Insomma, a causa dell’ecomostro Acerra non ha futuro. Ma non è tutto.

«Si affronti anche il tema della sommatoria di fattori inquinanti. In questi anni abbiamo più volte fatto presente che quando è stata rilasciata l’autorizzazione all’esercizio del termovalorizzatore, non si è tenuto conto della sommatoria con le immissioni in atmosfera delle aziende in zona Asi ed in particolare della vicina società Friel, la quale usa come combustibile l’olio di palma. E tra l’altro la norma attuale, regionale o nazionale, consente ancora ulteriori autorizzazioni di attività inquinanti sul territorio senza tenere conto di questi fattori inquinanti». L’impianto è obsoleto. Lo era già nel giorno dell’inaugurazione, a cospetto di alcune alte cariche dello Stato. Aiutò a far rientrare l’emergenza rifiuti in provincia di Napoli e Caserta. Ma non fu e non è una soluzione. Collegare la fuga delle aziende dal territorio acerrano alla presenza del termovalorizzatore, però, ci pare un tentativo forse troppo vano.

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