Agguato a piazza Nazionale, Nurcaro:«So chi è il killer, era meglio se mi sparavano i Mazzarella»

Soldi e donne. Un connubio che può portare guai. Guai seri. Lo sa bene Salvatore Nurcaro, o meglio deve averlo immaginato, quando una volta portato in ospedale ha iniziato a inveire contro la sua ex. E’ a partire da quelle parole che è nato un altro filone di inchiesta che punta a far luce, in maniera chiara, sull’agguato dello scorso 3 maggio in piazza Nazionale. Un agguato che è legato a doppio filo al contesto criminale a cui Salvatore Nurcaro appartiene. L’ultima informativa (del 10 giugno) sul caso che ha scosso l’Italia intera (un intero paese in apprensione per la sorte della piccola Noemi, vittima suo malgrado di quella follia) parte proprio da lì, dall’humus criminale della periferia orientale e dagli affari che Nurcaro intrattiene con “quelli di dietro la cappella”, ossia gli eredi del clan Reale del rione Pazzigno.

Legata ai Reale è proprio l’ex compagna di Nurcaro chiamata ‘infame’ dal 31enne quando questi viene portato in ospedale. Nurcaro, come confermato da altre intercettazioni, inizia a inveire contro la donna sospettando il coinvolgimento di questa nell’agguato. Non solo. Alcune ore prima la stessa si era recata ‘dietro la cappella’ per cercare di chiarire con Nurcaro la question del proprio sostentamento economico. In un’intercettazione il fratello di Nurcaro è chiaro:«E’ andata là fuori, è andata con la mamma e con un signore, a cercargli i soli. Azz alle quattro è andata dietro la cappella e alle cinque è successo il fatto».C’è però dell’altro. Oltre alle tensioni con l’ex compagna Nurcaro ha avuto discussioni anche con il figlio di Antonio Marigliano, esponente di primo piano del clan Formicola, gruppo da sempre legato ai Reale. La cimice in casa Nurcaro capta delle frasi pronunciate dal padre della vittima:«Tu ti vai a mettere con i fratelli cugini tuoi e sei andato a fermare uno a uno a San Giovanni», facendo riferimento ad un debito contratto dal figlio:«Si è pigliato questi soldi del figlio di Silano (Antonio Marigliano ndr nonchè cugino della ex compagna di Nurcaro)», al punto che Nurcaro senior comincia a sospettare anche un coinvolgimento di quest’ultimi.

Lo stesso Nurcaro in ospedale stando alle nuove intercettazioni, conferma di aver visto e riconosciuto il killer maldestro, definendolo più volte un «infame», in quanto appartenente al suo contesto familiare quello dei Reale di San Giovanni a Teduccio appunto pur senza mai fare il nome di Armando Del Re (indagato come esecutore materiale). Una convinzione, quella di Nurcaro che lo porta a dire in un passaggio:«Preferivo che a sparare fosse uno dei Mazzarella…», facendo intendere che a ‘tradirlo’ fosse stato uno dei suoi, uno legato alla sua cerchia.