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martedì, Maggio 21, 2024
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Agguato alla Sanità, la Cassazione ‘grazia’ i Vastarella

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Rispondevano di traffico di droga e del tentato omicidio di Giovanni Sequino ‘o pallino. E invece la Corte di Cassazione (I sezione) ha annullato le condanne d’appello stabilendo un nuovo processo di secondo grado per Patrizio Vastarella e il figlio Antonio, indicati come i vertici dell’omonimo gruppo delle Fontanelle, alla Sanità. Vastarella padre e figlio avevano rimediato rispettivamente una condanna a 20 e 15 anni di reclusione. La Suprema Corte invece ha stabilito che si dovrà tenere un nuovo processo d’appello. La notizia riportata in anteprima da Luigi Nicolosi per Il Roma. I difensori dei Vastarella hanno evidenziato l’incertezza del quadro indiziario, in merito al fatto di sangue contestando il ne bis in idem in ordine all’accusa di droga. Secondo il pentito Daniele Pandolfi l’agguato contro Sequino, nipote del capoclan Salvatore, fu la risposta dei Vastarella all’omicidio di Vittorio Vastarello:«Il vero obbiettivo era un uomo qualsiasi del clan Sequino, come
decise Patrizio Vastarella. Quando dico che Patrizio decideva che si “doveva prendere qualcuno”, intendo dire che egli ne decretava la morte. Antonio Vastarella decise di eseguire lui l’agguato contro il volere di Patrizio; si decise che avesse la collaborazione di Antonio Stella che doveva guidare il motoveicolo e che lo specchiettista fosse Alessandro Pisanelli».

Il profilo di Antonio Vastarella tracciato dal pentito Marfè

Di Antonio Vastarella in particolare ha parlato anche il collaboratore di giustizia Salvatore Marfè raccontando un episodio in cui si comprende l’indole del giovane:«Abbiamo sparato a un ragazzo perché vendeva l’erba dietro al San Gennaro e questi si era rivolto ai Sequino e, se non mi sbaglio, lo Scuro aveva sentito che questo si era rivolto ai Sequino e ce l’aveva detto ad Antonio. Antonio che era un tipo un po’ focoso… Vastarella. Tutto quello che aveva sullo stomaco del passato, che aveva subìto, o di qualche cosa, subito voleva togliersi le pietre dalle scarpe. Comunque quella sera organizzammo questa cosa e…. decidemmo perché… vendeva l’erba. non la doveva vendere perché noi là avevamo chiuso tutte le piazze. perché noi avevamo chiuso le piazze, se voleva vendere l’erba doveva portare i soldi a noi o doveva passare per noi. perché noi avevamo chiuso le piazze, se voleva vendere l’erba doveva portare i soldi a noi o doveva passare per noi».

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