La storia della trans napoletana Alessia: “In carcere ero la donna del boss e nessuno mi toccava”

“Sono stata la donna del boss degli scissionisti e nessuno si permetteva di toccarmi perché tutti lo sapevano”. Alessia, conosciuta come “‘a Turres” è una trans 40enne alla ricerca di un riconoscimento della sua sessualità.

Da Torre del Greco, Alessia è stata arrestata nella zona della stazione di Napoli dopo l’ennesimo scippo che gli è valso 7 anni di carcere. Come raccontato all’Ansa, grazie al suo “amore” con il boss scissionista – durato per circa tre anni – Alessia è stata la regina del carcere.

“Ci siamo conosciuti quando lui portava il latte la mattina. Stavo nel padiglione Roma e lui al mattino, quando passava, mi cercava, guardava e si avvicinava. Io ero di sua proprietà, mi rispettavano e nessuno mi toccava. Mi faceva arrivare di tutto, dai francobolli allo zucchero, dal caffè ai vestiti. Faceva entrare anche fumo e cocaina” ha raccontato.

Un amore non vissuto alla luce del sole ma di cui tutti erano al corrente. Lettere e incontri fugaci nel carcere di Poggioreale: “Ci mandavamo la posta interna – ha aggiunto Alessia – mi scriveva che gli mancavo e che voleva vedermi, così ci davamo gli appuntamenti in infermeria, a messa o al corso si pittura”.

Lei 28enne, lui 43enne hanno vissuto una storia per tre anni, fino a quando Alessia ha scontato la sua pena, mentre S. è rimasto in carcere. Tornare alla realtà ha portato la giovane di Torre a scontrarsi con la vita di tutti i giorni, con la difficoltà di trovare lavoro che l’ha portata lontana da Napoli dove svolge tutt’ora l’attività di chef.

La trans che prima chiamavano tutti “‘a turres” ha iniziato la sua battaglia in tribunale dove continuano ad affermare che sia un uomo. Lei vuole essere riconosciuta come donna. “Ho scelto di operarmi. Ora mi sento completa”, ha affermato.