Massimiliano Allegri-Napoli, un binomio che riprende forma a distanza di ben 10.337 giorni. Era il 2 febbraio 1998 quando l’allenatore toscano indossò per l’ultima volta la maglia azzurra. Fu impiegato per 66 minuti in quella che è probabilmente la più brutta partita della storia del club partenopeo. Il Napoli fu preso a pallonate dall’Empoli di Luciano Spalletti, con un roboante 5-0 che costò la panchina a Giovanni Galeone, molto più di un allenatore per il Max nazionale.
Proprio mentre, a Pescara, commemorava il suo maestro, ad Allegri è arrivata la telefonata con la quale Aurelio De Laurentiis gli annunciava di averlo preferito a Vincenzo Italiano. Un po’ come era già accaduto dopo l’esonero di Rudi Garcia, il patron azzurro è tornato sui suoi passi dopo aver incontrato l’ormai ex allenatore del Bologna, optando poi per Allegri. Accadde già il 14 novembre 2023 e anche in quel caso la scelta cadde su un livornese, Walter Mazzarri, a discapito di Igor Tudor, sedotto e abbandonato da Adl dopo un lungo incontro a Roma, proprio come accaduto con Italiano, che adesso potrebbe sostituire Allegri sulla panchina del Milan.
Ormai non ci sono più dubbi: Allegri prenderà il posto di Antonio Conte, in un film già visto in bianconero e che adesso si colora d’azzurro. E così come chi lo ha preceduto, Max non si impunterà sul 3-5-2, diventato negli anni un suo marchio di fabbrica, ma si adatterà ai giocatori presenti in organico, probabilmente riportando la difesa a quattro. Così come sarebbe accaduto con Vincenzo Italiano, i moduli privilegiati saranno il 4-3-3, già utilizzato nel primo ciclo al Milan e nel secondo alla Juventus, oppure quel 4-2-3-1 atipico con cui nel 2017 raggiunse la finale di Champions League con i bianconeri.
Più che di moduli, le recenti chiacchierate tra Allegri e Aurelio De Laurentiis si sono focalizzate sull’esigenza, da parte della società partenopea, di rivalutare diversi calciatori acquistati nelle ultime sessioni di mercato e bocciati da Antonio Conte. È il caso di Lorenzo Lucca, Noa Lang e Luca Marianucci, che potrebbero far parte della rosa della prossima stagione. Coltiva speranze di permanenza anche Michael Folorunsho, per il quale il tecnico toscano non ha mai nascosto la propria stima.
Più complesse, invece, le situazioni legate ai vari Alessio Zerbin, Jesper Lindstrom, Cyril Ngonge e Jens Cajuste, che Giovanni Manna proverà a sistemare prima del ritiro di Dimaro.

