“Le maestre sapevano delle violenze ma hanno taciuto”, quella di Giuseppe era una morte annunciata

E’ stata la piccola Noemi, sorellina di Giuseppe, il piccolo ucciso dal patrigno a Cardito, a svelare le violenze subite e a raccontare anche l’indifferenza della madre. La piccola di 8 anni ha svelato l’inferno domestico in cui ha trovato la morte il fratellino in una maledetta domenica. Ha gli occhi tumefatti, labbra livide dalle botte, ma si libera: «Mamma non faceva niente, non faceva niente… lui picchiava e lei niente».

L’arresto della mamma

E’ scattato nella giornata di ieri l’arresto per Valentina– madre biologica di Giuseppe Dorice – il bambino massacrato di botte dal compagno Tony Badre. La donna, secondo l’accusa, non sarebbe una vittima sotto choc ma una complice dell’uomo: ha occultato le prove di violenza sul suo bambino, ripulendo il sangue dal pavimento e togliendo le ciocche di capelli.

Le maestre sapevano tutto

 

Dall’ordinanza che ha portato all’arresto anche di Valentina emerge un quadro di omertà anche nell’ambiente scolastico. Le maestre sapevano delle violenze ma non hanno mai fatto e detto nulla. Anzi, prima di essere ascoltate dalla polizia negli attimi dopo l’omicidio, si mettevano d’accordo su quale versione dare, ma non sapevano di essere intercettate. I piccoli erano andati a scuola con evidenti segni di botte. “Perché voi non avete mai detto niente?”, hanno chiesto gli inquirenti alle maestre.
Nell’ordinanza c’è un episodio risalente al gennaio 2019. La bambina era arrivata a scuola con una medicazione all’orecchio a seguito di una profonda ferita. Qualche mese prima, a novembre, la bimba era arrivata con le labbra gonfie. La bambina non veniva curata né lavata, i vestiti puzzavano di muffa, spesso aveva lividi: tutte osservazioni non risalenti all’ultimo periodo ma anche a diversi mesi prima.