Arma dei Carabinieri, il Maggiore Sante Picchi promosso Tenente Colonnello

Maggiore Sante Picchi

Il Maggiore Sante Picchi, già vice comandante del Gruppo Carabinieri Castello di Cisterna, da circa un anno alla guida di un importante Compagnia nel Gargano, è stato promosso Tenente Colonnello: da pochi giorni, infatti, sulle spalline ha aggiunto alla “torre” una nuova stelletta, la seconda, quella che contraddistingue il grado superiore di Tenente Colonnello. Un peso in più per Picchi che non potrà rifiutare e che dovrà portare sulle “spalline” fino alla fine della sua carriera militare.

Le promozioni, infatti, non sono mai simboliche, ma frutto di sacrifici ed impegni. E questo i carabinieri lo sanno molto bene. La nomina è arrivata con decreto dirigenziale del Ministero della Difesa. Di origine laziale, ha intrapreso la carriera nell’Arma da giovanissimo, ricoprendo vari incarichi di comando al Nucleo Operativo e Radiomobile di Campi Salentina della provincia di Lecce, alla Compagnia di Monfalcone di Gorizia, e, prima di approdare nel Gargano, al Nucleo Informativo di Castello di Cisterna, dove da ufficiale “anziano”, ha diretto il Gruppo Castello di Cisterna nella veste di Vice Comandante.

Laureato in Giurisprudenza e Scienze dell’Amministrazione, nel corso della sua carriera ha maturato vaste e significative esperienze professionali. Nel 2017, sulla base delle attività di monitoraggio delle Amministrazioni Comunali e partecipazione alle Commissioni di accesso prefettizie, è riuscito, insieme ad altri collaboratori, ad elaborare informazioni utili che hanno permesso di decretare lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche di alcuni comuni della provincia di Napoli: Marano Casavatore e Crispano. Uno scambio di informazioni riservate, che ha visto impegnati in prima linea i comandanti di Marano, Calvizzano, Casavatore e Crispano.

Il neo Tenente Colonnello, uomo riservato e lontano dai riflettori, ha collaborato con il periodico scientifico professionale della Scuola Ufficiali Carabinieri “Rassegna dell’Arma”, pubblicando l’articolo “Lo scioglimento degli Enti Locali per infiltrazione mafiosa”. E’ giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, e Medaglia Mauriziana di lungo comando.