Si chiude con una condanna, ridotta grazie ai benefici previsti dalla riforma Cartabia, il processo di primo grado a carico di Carlo Di Marino, giovane residente a Giugliano in Campania, coinvolto nel tentato assalto all’ufficio postale di via Matteotti a Marcianise, avvenuto nell’ottobre dello scorso anno.
Il giudice dell’udienza preliminare ha inflitto all’imputato una pena di 3 anni e un mese di reclusione, destinata a ridursi a 2 anni e 6 mesi in virtù delle disposizioni introdotte dalla riforma Cartabia. Il tribunale ha accolto le richieste avanzate dai difensori, gli avvocati Matteo Casertano e Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord.
Di Marino era stato arrestato dalla Polizia di Stato insieme a un minorenne ritenuto suo complice. Dopo il fermo era stato posto agli arresti domiciliari, mentre il minore era stato affidato a una comunità.
Il tentativo di rapina
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due avrebbero raggiunto l’ufficio postale di via Matteotti a bordo di una Fiat Panda grigia. Alla guida ci sarebbe stato Di Marino, mentre il complice minorenne sarebbe entrato per primo nei locali. Entrambi avevano il volto coperto: il giovane di Giugliano impugnava un cacciavite, mentre il minore era armato di un taglierino.
L’azione è stata però interrotta dal tempestivo intervento di una pattuglia della Polizia Municipale di Marcianise, in transito nella zona proprio durante il tentativo di rapina. Gli agenti sono riusciti a bloccare immediatamente uno dei due, impedendo che il colpo venisse portato a termine.
Il minorenne è riuscito inizialmente a fuggire verso la stazione ferroviaria di Marcianise, ma è stato inseguito dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Caserta, sezione Falchi. Dopo circa venti minuti di inseguimento, durante i quali ha attraversato i binari e scavalcato alcuni cancelli, è stato raggiunto e arrestato, mettendo fine alla fuga.

