Chiusura Auchan di via Argine, a rischio 153 lavoratori: scende in campo la Regione

(Uno degli ingressi del centro commerciale Auchan di via Argine, Napoli - Google)

«Il nostro piano di intervento deve essere strutturale e profondo per ritrovare la nostra leadership e l’utile netto positivo al più presto, entro il 2017. Credo al rilancio dell’Italia, terzo paese in Europa e 11° più ricco al mondo, e anche al potenziale del Sud dove è presente la metà dei nostri ipermercati. Intendo salvare 10.000 posti di lavoro e partecipare allo sviluppo del Paese». Siamo sicuri che le buone intenzioni c’erano tutte. Era il 9 maggio del 2015 e le parole del presidente e A.D. di Auchan Spa, Patrick Espasa, lasciavano trasparire un certo ottimismo. Solo che la storia ha presentato un epilogo ben lontano da quello roseo auspicato dall’A.D. di Auchan Spa. Difatti, non solo gli affari non sono andati a gonfie vele “entro il 2017” ma ad oggi, nell’aprile del 2018, sono state annunciate due chiusure straordinarie. Auchan ha fretta di levare le tende da Catania (sede di via La Rena) e da Napoli (sede di via Argine).

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Uno dei commenti di protesta sulla pagina Facebook della sede Auchan di via Argine – Facebook

La chiusura della sede di via Argine

Concentrandoci sull’ipermercato di via Argine, sarebbero circa 150 i lavoratori a rischio licenziamento. Un rischio catastroficamente reale. Come detto, Auchan Spa ha intenzione di chiudere la sede e di alzare i tacchi. Inoltre, considerando le motivazioni e le tempistiche comunicate, sembrerebbe avere anche fretta. Si legge che entro il 30 di aprile, la società intende chiudere i suoi punti vendita (Napoli e Catania) “per la gravissima situazione economica di questi punti vendita, già nota da tempo“. Insomma, secondo i vertici del colosso francese, il gioco non vale la candela. Poco importa se la gestione dei piani commerciali e le strategie di marketing siano state evidentemente fallimentari e malfatte: se si perdono soldi, si licenzia e si chiude. Ma facciamo un piccolo salto indietro nel tempo. Esattamente, torniamo al 9 maggio 2015, quando l’Amministratore Delegato di Auchan mostrava ottimismo e sorrisi.

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Proteste per i licenziamenti del 2015. Tre anni prima del caso di via Argine – Identità Insorgenti

La chiusura di via Argine nasce nel 2015, se non prima

Solo 12 giorni prima, Auchan Spa aveva annunciato 1426 licenziamenti grossomodo dando le stesse motivazioni di oggi. “Crisi economica”, “vendite in forte calo”, “riorganizzazione aziendale”. Marianna Flauto, segretaria regionale dell’Unione italiana lavoratori turismo commercio e servizi (Uiltucs), nel lontano 2015, dichiarò che «il modo di gestire l’azienda è incomprensibile. Se Auchan ha registrato perdite, queste sono il frutto di politiche aziendali sbagliate». Inoltre, lasciò intendere che l’azienda lamentasse una continua concorrenza sleale sul territorio. Soprattutto al Meridione. Verrebbe da chiedersi: per quale motivo l’incapacità gestionale ricade sui lavoratori dipendenti? Magari anziché chiudere sedi una dietro l’altra, una soluzione potrebbe essere quella di assumere un responsabile marketing più efficiente. Tuttavia, quella di Auchan Spa è una condotta oramai nota. Soprattutto al sud Italia. Basta effettuare una ricerca su Google per accorgersi che gli esuberi e i licenziamenti, le chiusure e le fughe dai territori riguardano soprattutto i punti vendita nel Meridione.

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La protesta del maggio 2015 a Bergamo. Le mobilitazioni sono state annunciate anche a via Argine – Eco di Bergamo

“Via Argine” potrebbe essere solo l’inizio

La chiusura della sede di via Argine potrebbe essere solo l’inizio di un tremendo effetto domino. Nella giornata di ieri vi scrivevamo (qui) come ci sia un rischio tangibile per altri 700 lavoratori tra Napoli, Nola, Giugliano, Mugnano e Pompei. Intanto, se Auchan si rifugia dietro comunicati di circostanza, qualcuno sembra avere a cuore le sorti dei lavoratori. La Regione Campania si è impegnata nel fare da garante tra l’azienda e i dipendenti ad un passo dal licenziamento. Stando al comunicato stampa diffuso, è stato convocato un tavolo presso l’unità di crisi nazionale “allo scopo di scongiurare un grave colpo al tessuto occupazionale campano”. Nel dettaglio, si legge che “Il gruppo Auchan rappresenta una multinazionale diffusa in vari paesi del mondo e ha programmato a suo tempo anche la sua presenza in Campania. Per questa ragione gli Assessori regionali sono convinti che l’azienda saprà affrontare responsabilmente la situazione, rendendosi disponibile al confronto preventivo con i sindacati e i lavoratori, sospendendo ogni decisione pregiudizievole per i livelli occupazionali in Campania“. Non finisce qui, quindi. O forse si?