Foto di Antonio Alfieri e le pistole ritrovate dalla polizia

Non si fermano gli interventi delle forze dell’ordine a Pianura dove cova sotto la cenere una tensione crescente tra gruppi contrapposti. Rogo che gli uomini del locale commissariato non hanno alcuna intenzione di far divampare. Tanti, troppi gli interessi in ballo e le rivalità mai del tutto sopite tra fazioni rivali che negli ultimi due anni hanno cercato di conquistare quello che un tempo era regno incontrastato dei Pesce-Marfella.

Proprio tale velleità hanno spinto da tempo gli uomini della squadra giudiziaria del locale commissariato (guidato dal dirigente Arturo De Leone, ispettore capo Ernesto Lepre) ad intensificare da sempre i controlli su strada. Interventi tradottisi in numerosi interventi negli ultimi mesi con raffiche di arresti e sequestri. L’ultimo proprio ieri mattina quando gli agenti del Commissariato hanno effettuato un controllo presso alcuni immobili in via Artemisia Gentileschi considerata una roccaforte del gruppo Calone.

Rinvenute due pistole

Gli agenti hanno rinvenuto, in una cantinola in uso ad un uomo e trasformata in abitazione, una pistola Beretta semiautomatica cal. 9×21 mm con matricola parzialmente abrasa completa di caricatore con 8 cartucce Luger cal. 9×19 mm e una pistola a tamburo Lebel cal. 8 priva di matricola occultate in uno stereo mentre, in un mobile della cucina, hanno trovato un bilancino di precisione.

Inoltre, durante il controllo gli operatori, insieme a quelli dell’unità antiabusivismo della polizia locale e quelli dell’Upg, hanno accertato che l’uomo, proprietario di un appartamento nello stesso stabile, vi aveva avviato dei lavori di ristrutturazione ordinaria e straordinaria senza alcuna autorizzazione. Antonio Alfieri, 50enne napoletano è stato arrestato dagli uomini della squadra giudiziaria per porto, detenzione e ricettazione di armi da sparo clandestine ed è stato denunciato per violazioni al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia; inoltre, entrambi gli immobili (cantinola ed appartamento) sono stati sottoposti a sequestro.

Infine, gli agenti hanno accertato che anche altre due cantinole dello stabile erano state trasformate in un miniappartamento in uso ad una 39enne napoletana che è stata denunciata per occupazione abusiva e per violazioni al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia.

Il precedente intervento in via Torricelli

Proprio il mese scorso era stato arestato un altro giovane trovato in possesso di una pistola (leggi l’articolo) e indicato, nelle informative delle stesse forze dell’ordine, come organico al gruppo di Antonio Carillo, il ras da tempo contrapposto a quello di Antonio Calone. Sono mesi che la situazione a Pianura è attentamente monitorata. Diversi gli episodi che hanno spinto gli inquirenti ad attendersi una recrudescenza delle tensioni nel quartiere. A iniziare da quanto accaduto lo scorso settembre con una stesa, avvenuta proprio in via Evangelista Torricelli contro l’auto del ras Salvatore D’Anna.

Quattro i colpi esplosi con un finestrino andato in frantumi mentre due fori di proiettili sono stati trovati su una portiera. Salvatore ‘o visionario indicato come gestore di una delle piazze più redditizie del quartiere. Non solo. Salvatore è anche figlio di Pasquale, protagonista suo malgrado di un altro fatto recente di cronaca. Nell’agosto precedente il giovane, insieme ad un altro pregiudicato, stavano percorrendo la Galleria Laziale quando sono stati avvicinati da due persone in sella a uno scooter che volevano rapinargli il Rolex. La reazione di D’Anna e del suo amico era costata il loro ferimento.

Lo scontro tra i Carillo e i Calone: Pianura spaccata in due

Quell’episodio, e l’arresto di ieri, se letti alla luce degli eventi recenti, assumono tutto un altro valore. Gli investigatori sanno che il quartiere è criminalmente spaccato in due. Da una parte il gruppo Carillo (erede di quel che resta dei Pesce-Marfella) che da tempo sta cercando di riorganizzarsi e puntare contro i Calone, gruppo che ha preso il posto dei Mele prima dell’incarcerazione dei suoi capi. Si tratterebbe così dell’ennesimo capitolo di una guerra infinita. Proprio Antonio Calone da qualche tempo avrebbe preso le distanza dal suo ex alleato Umberto Loffredo, ras conosciuto nel quartiere con il soprannome di ‘Padre Pio’.

A Pianura alleanze cambiate

Nei mesi precedenti Carillo era invece attribuito come particolarmente vicino al ras Maurizio Legnante ‘o taleban’, elemento di spicco del Rione Traiano. La vicinanza tra i due era interpretata soprattutto in chiave anti-Calone, gruppo egemone nella zona di via Comunale Napoli. Scenario totalmente cambiato nelle ultime settimane con Legnante visto ‘camminare insieme’ ad elementi vicini ad Antonio Calone e Carillo palesemente isolato. Resta da capire anche il posizionamento dei gruppi di Pianura rispetto alle tensioni maturate nelle scorse settimane nella vicina Fuorigrotta e culminate con l’omicidio di Antonio Volpe, reggente dei Baratto-Volpe (leggi qui l’articolo).

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