La situazione a Pianura e dintorni resta un vaso di Pandora pronto ad esplodere. Tanti, troppi gli interessi in ballo e le rivalità mai del tutto sopite tra gruppi contrapposti che negli ultimi due anni hanno cercato di conquistare quello che un tempo era regno incontrastato dei Pesce-Marfella. Proprio tale velleità hanno spinto da tempo gli uomini della squadra giudiziaria del locale commissariato (guidato dal dirigente Arturo De Leone, ispettore capo Ernesto Lepre) ad intensificare da sempre i controlli su strada. Ieri pomeriggio l’ennesimo, importante risulatto sul campo: gli agenti, durante il servizio di controllo del territorio, transitando in via Evangelista Torricelli hanno notato un uomo che, alla loro vista, si è disfatto frettolosamente di una busta ed ha tentato di allontanarsi per eludere il controllo. I poliziotti hanno subito capito che in quell’involucro c’era qualcosa che scottava e così, dopo averlo bloccato, hanno recuperato la busta contenente una pistola semiautomatica calibro 7,65 con matricola abrasa e completa di caricatore con 7 cartucce.

Il profilo del giovane arrestato dagli uomini del commissariato Pianura

Luigi Di Lorenzo, 26enne, è finito così in manette: risponderà di detenzione e ricettazione di arma comune da sparo e relativo munizionamento. Il dato interessante è che Di Lorenzo è indicato come vicino al gruppo di Antonio Carillo, il ras da tempo contrapposto a quello di Antonio Calone. Sono mesi che la situazione a Pianura è attentamente monitorata. Diversi gli episodi che hanno spinto gli inquirenti ad attendersi una recrudescenza delle tensioni nel quartiere. A iniziare da quanto accaduto lo scorso settembre con una stesa, avvenuta proprio in via Evangelista Torricelli contro l’auto del ras Salvatore D’Anna. Quattro i colpi esplosi con un finestrino  andato in frantumi mentre due fori di proiettili sono stati trovati su una portiera. Salvatore ‘o visionario indicato come gestore di una delle piazze più redditizie del quartiere. Non solo. Salvatore è anche figlio di Pasquale, protagonista suo malgrado di un altro fatto recente di cronaca. Nell’agosto precedente il giovane, insieme ad un altro pregiudicato, stavano percorrendo la Galleria Laziale quando sono stati avvicinati da due persone in sella a uno scooter che volevano rapinargli il Rolex. La reazione di D’Anna e del suo amico era costata il loro ferimento.

Lo scontro tra i Carillo e i Calone

Quell’episodio, e l’arresto di ieri, se letti alla luce degli eventi recenti, assumono tutto un altro valore. Gli investigatori sanno che il quartiere è criminalmente spaccato in due. Da una parte il gruppo Carillo (erede di quel che resta dei Pesce-Marfella) che da tempo sta cercando di riorganizzarsi e puntare contro i Calone, gruppo che ha preso il posto dei Mele prima dell’incarcerazione dei suoi capi. Si tratterebbe così dell’ennesimo capitolo di una guerra infinita. Proprio Antonio Calone da qualche tempo avrebbe preso le distanza dal suo ex alleato Umberto Loffredo, ras conosciuto nel quartiere con il soprannome di ‘Padre Pio’.

A Pianura un rovesciamento di alleanze

Nei mesi precedenti Carillo era invece attribuito come particolarmente vicino al ras Maurizio Legnante ‘o taleban’, elemento di spicco del Rione Traiano. La vicinanza tra i due era interpretata soprattutto in chiave anti-Calone, gruppo egemone nella zona di via Comunale Napoli. Scenario totalmente cambiato nelle ultime settimane con Legnante visto ‘camminare insieme’ ad elementi vicini ad Antonio Calone e Carillo palesemente isolato. Forse questo particolare, insieme alla voglia di rivalsa del giovane ras di via Evangelista Torricelli, potrebbero spiegare le ‘armi in strada’ addosso ad elementi a lui vicini.

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