“Boss della camorra romana! Comanda tutto lui”, l’intercettazione su Michele ‘o pazz

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“Boss della camorra romana! Comanda tutto lui”, l’intercettazione su Michele ‘o pazz. Emergono nuovi dettagli sul maxi blitz condotto ieri contro il clan Senese. Il vertice indiscusso dell’organizzazione è Michele ‘o pazz, infatti, dava ordini dal carcere di Catanzaro. Figura criminale connotata da un indagato nel corso di intercettazione, parole poi trascritte nell’ordinanza di custodia cautelare del gip Annalisa Marzano. “Cioè, qui stiamo parlando de… che è il capo de Roma! No il capo di Roma, il capo… il boss della camorra romana!!! Comanda tutto lui!!”.

L’INDAGINE DELLA MAGISTRATURA

L’articolazione criminale dei Senese ormai stanziatasi da anni nel territorio della Capitale ha diversamente distribuito i propri illeciti interessi in diversi territori di Roma tanto da rapportarsi con due esponenti di spicco di ambienti delinquenziali della Capitale, Roberto De Santis e Franco Gambacurta, peraltro operanti in zone distanti e diverse tra loro. A ciò che si evidenzia nelle indagini che sono quest’ultimi che ritengano di rapportarsi con il figlio Vincenzo Senese e il fratello Angelo , significando dunque così il peso che la famiglia Senese riveste nel contesto delinquenziale romano”.

DALLA CAMORRA DI AFRAGOLA A ROMA

Michele ‘o pazzo sta scontando, infatti, una condanna come mandante dell’omicidio del boss della Maranella Giuseppe Carlino. Il gruppo Senese, di origini napoletane, è storicamente legato al clan Moccia di Afragola. Però si è insediato a Roma dagli anni ’80. Nel tempo si afferma tra le più influenti realtà criminali capitoline, principalmente coinvolta dalla gestione delle piazze di spaccio di droga al riciclaggio.

Quest’organizzazione ha aumentato, quindi, il potere criminale ed economico, agevolando la persistenza e la pervasività dell’associazione mafiosa. Così la famiglia Senese ha costituito un sistema criminale organico, strutturato e collaudato. Anche durante il periodo di detenzione Senese continuava a gestire le attività illecite della famiglia.

IL RUOLO DEI FAMILIARI

Il boss comunicava con i familiari attraverso messaggi criptici. Infatti ai colloqui presenziavano il figlio Vincenzo, classe ’77, e la moglie Raffaele Gaglione, classe ’59. In almeno due occasioni, il detenuto scambiò furtivamente le scarpe con il figlio. L’organizzazione familiare si basò poi su Angelo, fratello di Michele Senese, che ha avuto un’ascesa delinquenziale già alle fine degli anni ’90. In quel periodo subentrò nel controllo degli affari di famiglia in occasione del periodo di detenzione del fratello e soprattutto dopo l’uccisione dell’altro fratello Gennaro. La loro notorietà negli ambienti criminali consentì di muoversi liberamente senza bisogno di ricorrere con frequenza alla violenza.

CAMORRA NEL NOME DI SENESE

Accertato come fosse sufficiente spendere il nome della famiglia per caricare di forza intimidatrice. Le indagini, intraprese nel mese di marzo 2017 dallo sviluppo di alcune circostanze emerse nell’ambito delle indagini, hanno interessato anche il pregiudicato Carlo Zizzo. Quest’ultimo latitante catturato da latitante nel 13 settembre 2017.

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