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mercoledì, Febbraio 21, 2024
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Bruciata e uccisa durante la faida di Scampia, schiaffo alla memoria di Gelsomina

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Il Tribunale di Napoli ha respinto la richiesta di indennizzo per la famiglia di Gelsomina Verde, la ragazza vittima innocente della criminalità organizzata, il cui corpo fu dato alle fiamme il 21 novembre del 2004, durante la faida di Scampia. La decisione è arrivata dopo un rigetto anche del ministero della Giustizia. Questo perché, come spiega il fratello della vittima, Francesco Verde, un cugino del padre aveva un precedente penale. «Non era una persona che frequentavamo e tra l’altro è morto nel 2009», dice. C’è inoltre un altro motivo ostativo che ha orientato i giudici a rigettare il ricorso presentato dall’avvocato Liana Nesta. Si tratta del risarcimento che il boss Cosimo Di Lauro aveva pagato alla famiglia durante il processo di primo grado. Di Lauro, che poi è stato assolto, aveva versato 300mila euro alla famiglia che si era costituta parte civile.

«I soldi di Di Lauro erano puliti perché provenivano da una risarcimento da parte di un’assicurazione per incidente auto che aveva avuto anni prima», ha detto Francesco Verde. C’è poi un’altro particolare inquietante. Il killer di Gelsomina Verde, Ugo De Lucia detto “Ugariello ro Perron”, condannato all’ergastolo in via definitiva, ha ottenuto benefici e ha lasciato più volte il penitenziario dove è recluso da 14 anni, come anticipato nei giorni scorsi dal sito “Stylo24”. Ha fatto un figlio e su Facebook i suoi familiari pubblicano foto che lo ritraggono felice. «Uno schiaffo alla memoria di mia sorella», ha detto Francesco.

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