Si è chiusa ufficialmente la crisi politica che da mesi paralizzava l’attività amministrativa del Comune di Calvizzano. Nella serata di ieri, davanti a un notaio, dieci consiglieri comunali hanno sottoscritto l’atto di sfiducia nei confronti del sindaco Giacomo Pirozzi, decretando la fine anticipata del suo mandato.
Un epilogo che arriva dopo settimane di tensioni sempre più evidenti, fratture interne alla maggioranza e un clima di instabilità che aveva ormai reso inevitabile la caduta dell’amministrazione. Le firme apposte saranno protocollate nella giornata di oggi, dando il via all’iter istituzionale che porterà allo scioglimento del Consiglio comunale e alla successiva nomina di un commissario prefettizio, in attesa delle prossime elezioni.
Lo sfogo di Pirozzi: “Un gesto freddo, senza confronto”
Poche ore dopo la formalizzazione della sfiducia, Giacomo Pirozzi ha affidato a un lungo e accorato post su Facebook la sua versione dei fatti. Un messaggio carico di amarezza, ma anche di orgoglio per il lavoro svolto in oltre cinque anni di amministrazione.
“Stasera, davanti al notaio, circa dieci consiglieri comunali hanno formalizzato la mia sfiducia da Sindaco. Un gesto freddo, definitivo, studiato per chiudere tutto senza guardarmi negli occhi”, scrive Pirozzi, sottolineando il dolore umano prima ancora che politico. “Fa male come amministratore, ma soprattutto come uomo”.
“Abbiamo costruito risultati, non venduto parole”
Nel suo intervento, l’ex sindaco rivendica con forza l’operato della sua amministrazione: scuole, strade, spazi pubblici recuperati, impianti sportivi restituiti alla comunità, progetti per l’infanzia, iniziative culturali e artistiche. Un lavoro che, a suo dire, ha permesso a Calvizzano di uscire dall’anonimato e di farsi conoscere anche oltre i confini regionali.
Particolare rilievo viene dato ai progetti culturali e giovanili, come il Calvizzano Festival d’Autore, i murales, gli eventi legati alla lettura e alla creatività: “Abbiamo portato bellezza dove prima c’era abbandono e dato ai giovani palchi e strumenti per sentirsi protagonisti”.
Le accuse politiche e il sospetto di una “congiura”
Pirozzi non nasconde la sua lettura politica della vicenda. A suo giudizio, la sfiducia non nasce da un confronto sul merito dell’azione amministrativa, ma da una manovra di potere, consumata lontano dagli occhi dei cittadini. Nel post punta il dito contro Luciano Borrelli, indicandolo come regista politico dell’operazione, e solleva interrogativi sull’accordo tra il gruppo a lui riconducibile e il gruppo “Insieme”.
“È frutto di una vera programmazione per la città o di interessi personali?”, si chiede l’ex primo cittadino, lasciando aperti dubbi che, a suo dire, dovranno essere chiariti davanti al paese.
“Non finisce l’amore per Calvizzano”
Nel finale, Pirozzi alterna amarezza e dignità istituzionale. Ammette di sentirsi tradito, ma ribadisce che il suo legame con la città non si esaurisce con una firma dal notaio. “Un incarico può finire, ma non finisce l’amore per questa città, né la dignità del lavoro svolto”.
Conclude augurando buona fortuna a Calvizzano, “che ne avrà tanto bisogno”, e ringraziando pubblicamente i consiglieri e gli assessori che lo hanno sostenuto fino alla fine, definendoli “persone autentiche e leali”.
Ora per Calvizzano si apre una fase di transizione delicata, con l’arrivo del commissario prefettizio e lo sguardo già rivolto alle prossime elezioni, mentre il dibattito politico e cittadino resta acceso sulle modalità e sulle ragioni di una crisi che ha chiuso anzitempo un’esperienza amministrativa lunga oltre cinque anni.


