Camorra. “Ferone in difficoltà, altri 2 clan a Casavatore. Ad Arzano ci sono sempre loro”

Nel comune di Casavatore è operativo il gruppo FERONE. Attenuatasi l’influenza della famiglia MOCCIA di Afragola, oltre ai FERONE, si registra la presenza di frange dei sodalizi VANELLA-GRASSI e AMATO-PAGANO

Il sodalizio AMATO-PAGANO, che continua a mantenere il monopolio del traffico di stupefacenti ed il controllo militare del territorio attraverso l’attività estorsiva, nonostante
i fondatori del gruppo siano detenuti e sottoposti al regime di cui all’art. 41 bis o.p.498. Il gruppo estende la sua influenza anche a Melito di Napoli, in parte del comune di Casavatore, su alcune piazze di spaccio di Scampia e di Arzano, tramite il gruppo cd. “quelli della 167 di Arzano”. Il capo di quest’ultimo gruppo, latitante, starebbe estendendo il traffico e lo spaccio di stupefacenti anche verso Caivano.

Da costola degli Amato-Pagano a vero e proprio gruppo autonomo specializzato nel racket e nella vendita di droga. Questo il profilo tracciato dagli inquirenti del cosidetto gruppo della 167 di Arzano. A fare da collegamento tra Scissionisti e gli arzanesi era Renato Napoleone, imparentato con i Cristiano.  “Tale gruppo di nuova costituzione si radica territorialmente in Arzano, ove si apre a nuovi affiliati ed impone proprie regole per la gestione del mercato della droga, prendendo progressivamente le distanze da Riccio Mario, il quale gestiva gli affari illeciti della compagine avvalendosi della collaborazione di uomini (di recente affiliazione), di sua personale fiducia, provenienti da Marano sua terra di origine, che avevano militarmente occupato Melito e Mugnano, area di egemonia del clan”. La cattura di Riccio Mario avvenuta il 04.02.2014 ha segnato secondo i magistrati il momento di implosione del clan, con contrapposizione tra vecchi e nuovi affiliati (“melitesi” i primi e  “maranesi” i secondi).

Così sono nati ‘quelli della 167 di Arzano’, la guerra sfiorata con i maranesi

Dalle recenti indagini è emerso come i melitesi, capeggiati da Napoleone, abbia inglobato sia giovani arzanesi sia affiliati al clan Amato-Pagano.  “Le mire espansionistiche del Napoleone e dei suoi fedeli non fossero limitate al settore della droga ma si estendessero anche a quello delle estorsioni, storicamente “mocciano” e che, in definitiva, in tale contesto lo scontro tra le due fazioni sarebbe divenuto fatale, culminato con l’omicidio Casone”. 

Dalla morte di Casone, la gestione di tutti gli affari illeciti di Arzano è passato al nuovo gruppo capeggiato da Napoleone , il quale per intercessione di Antonio Accurso – quindi dei vertici della Vanella Grassi – aveva preso possesso della lista delle estorsioni ordinariamente praticate ad Arzano dai Moccia.